Un tempo era la procura della Repubblica di Roma ad essere chiamata ‘porto delle nebbie’ (dal romanzo di Simenon del 1932) per l’operato erratico e per gli ‘insabbiamenti’ di origine politica. Non ci saremmo aspettati che anche la procura di Milano, che negli ultimi decenni aveva indagato e giudicato Mani Pulite, Parmalat, i furbetti del quartierino, le scalate bancarie, la grande evasione fiscale, le big tech, finisse nella stessa situazione.
La procura di Milano, diretta da Marcello Viola (colui che tiene il gagliardetto della FC Internazionale Milano dietro alla scrivania e la cover del cellulare con logo della stessa) che con le azioni sue e dei suoi collaboratori sta rafforzando l’idea su alcuni insabbiamenti ‘politici’:
a. Vendita del 15% di monte dei paschi dal ministero
delle finanze a caltagirone e soci (appoggiato dal governo meloni).
b. Archiviazione sul buco da 7,5 miliardi di
monte paschi, per crediti inesigibili privo di accantonamenti (come da relazione
della Banca Centrale Europea giugno 2017)
c. Inchiesta ultras (legame ‘ndrangheta – fc internazionale
e ac milan): stralciata la posizione delle squadre di calcio. Squadra ‘protetta’
da Ignazio La Russa, che disse nel maggio 2025 che avrebbe voluto fare il
ministro dello sport “per affossare la Juventus”.
d. Fallimento visibilia (santanchè, onorevole
fdi) e falso in bilancio con rischio prescrizione nonostante il rinvio a
giudizio di inizio anno.
e. Irregolarità nei bilanci della fc
internazionale: archiviato nel settembre 2024. (vedi punto c)
f. Indagine per violenza sessuale nei confronti
di una 22enne da parte di Leonardo La Russa e del suo amico dj Tommaso
Gilardoni: archiviata nonostante il riscontro di tracce di Ghb (droga dello
stupro) in un capello della donna perché (secondo il gip) "non ci sono né
elementi specifici né prove che i due giovani "si fossero avveduti (o
comunque avessero percepito)" che lo stato di alterazione della giovane,
"dovuto all'assunzione di alcool e stupefacenti" fosse "tale da
incidere sul conseguente vizio del consenso alle prestazioni sessuali
compiute".
g. Caso ‘gintoneria’ di davide lacerenza che
avrebbe dovuto coinvolgere per “prostituzione, detenzione e spaccio di
stupefacenti e autoriciclaggio” personalità conosciute della milano bene
(Lacerenza a Radio24 disse: "Da me venivano tutti: politici, imprenditori,
magistrati. sul mio telefono ho tutti i nomi coi messaggi…")
h. Dossieraggio e tracciamento dei cellulari da
parte dell’agenzia Equalize di Enrico Pazzali e Carmine Gallo. Pazzali sotto
inchiesta dal pm Francesco De Tommasi, Gallo muore a settembre per infarto (la
procura archivia).
i. Inchiesta del pm De Tommasi sullo scandalo
urbanistico milanese dove l’architetto Stefano Boeri denuncia che i messaggi estrapolati
abusivamente sarebbero stati “manipolati e modificati”.
... to be continued !
primo risolto:
(ANSA)
- MILANO, 17 DIC - La Gup di Milano, Maria Beatrice Parati, ha ritenuto
congrua l'offerta di risarcimento di 25mila euro da parte di Leonardo Apache La
Russa a favore della ragazza che lo ha denunciato per revenge porn, oltre che
per violenza sessuale, accusa quest'ultima però già archiviata. La stessa
giudice ha dichiarato estinto il reato a carico del figlio del presidente del
Senato.
Sempre La Gup con sentenza ha condannato a un anno l'amico dj Tommaso
Gilardoni, anche lui imputato per diffusione illecita di immagini senza il
consenso della giovane per un altro video di quella notte tra il 18 e il 19
maggio 2023. La ragazza non ha mai accettato il risarcimento di La Russa Jr, ma
La giudice lo ha dichiarato congruo ed ha cancellato in sostanza il
procedimento.
(ANSA) - MILANO, 17 DIC - "Sono contenta
perché è stato riconosciuto il fatto e il reato", nel processo con
condanna per Revenge porn per Tommaso Gilardoni, "e sicuramente impugnerò
il provvedimento sulla congruità" del risarcimento offerto da Leonardo
Apache La Russa.
Sono parole, in sostanza, della ragazza che ha denunciato per Revenge porn i
due giovani, oltre che per violenza sessuale, un'accusa che era già stata
archiviata. La ragazza, assistita dal legale Stefano Benvenuto, non prenderà
quei 25mila euro messi a disposizione da La Russa Jr e farà appello contro la
sentenza della gup di Milano che oggi ha dichiarato estinto il reato a suo
carico.
"Udienza importantissima oggi - ha spiegato l'avvocato Benvenuto - E'
stato accertato il reato ai danni della mia assistita. Riteniamo non
condivisibile, invece, il giudizio di congruità emesso dalla Giudice sulla
somma offerta da La Russa Jr". L'Osservatorio civile, ha spiegato il
legale, "che fissa i principi di liquidazione dei danni, indirizzati alle
sedi civili e penali, quantifica per il reato di diffamazione a mezzo stampa
anche importi superiori a 50mila euro".
E, dunque, "come fa a essere satisfattiva una somma di 25.000 che per
legge dovrebbe includere i danni morali, i danni esistenziali e dinamico
relazionali, conseguenti al reato contestato, oltre alle spese?". Il
legale, dunque, ha chiarito che la ragazza "non toccherà quella somma e
faremo appello". Nel processo abbreviato a Gilardoni la giudice ha
riconosciuto come risarcimento alla giovane, parte civile, 7mila euro più le
spese legali.
Il difensore ha concluso ricordando, poi, che chiederà anche alla Procura di
indagare su quel "bacio rubato di Leonardo La Russa" alla ragazza
emerso dagli atti dell'inchiesta archiviata e su cui "i pm non hanno però
proceduto".
secondo risolto:
| "obtorto collo" |
LEGGO martedì 16 dicembre 2025, 12:12 - «La curva del Milan faceva 100mila euro l'anno, quella dell'Inter protetta dalla 'ndrangheta. Il club nerazzurro agevolava gli ultrà»
A
quasi sei mesi esatti dalla sentenza, sono state depositate le motivazioni con
cui la gup di Milano Rossana Mongiardo ha inflitto pene per quasi 90
anni di carcere a carico di 16 imputati nel processo agli ultrà di Inter e Milan
nel processo abbreviato scaturito dalle indagini dei pm della Dda Paolo Storari
e Sara Ombra e che avevano portato al maxi blitz «doppia curva» del settembre
2024 di Polizia e Gdf.
Nelle motivazioni, (…) la Curva Nord interista era «un mero contesto
materiale di copertura» sempre per i business illegali e con «un rapporto di
protezione di matrice mafiosa», che aveva «l'avallo» del clan della 'ndrangheta
dei Bellocco. (…) Le
«indagini svolte hanno evidenziato che la società interista si trovava in
una situazione di sudditanza nei confronti degli esponenti della Curva Nord,
finendo, di fatto, per agevolarli, seppur 'obtorto collo'», scrive la
gup di Milano Rossana Mongiardo nelle quasi 300 pagine di motivazioni della
sentenza, in cui dà conto di quei rapporti di «sudditanza» di responsabili
dell'Inter che erano già emersi nelle indagini e che erano anche stati
evidenziati nella requisitoria del pm Paolo Storari. Inter che, poi, così come
il Milan e anche la Lega di Serie A, si è costituita parte civile nel processo
abbreviato, ottenendo risarcimenti per i danni subiti. La gup scrive che sul fronte dell'Inter
«i personaggi maggiormente coinvolti» in quella «sudditanza» sono stati Paolo
Bordogna, il «responsabile sicurezza dello stadio Meazza» per le gare
casalinghe dell'Inter, Nicola Ranieri e Paolo Gandinelli, ossia Slo e vice-Slo
del club, ovvero le figure incaricate di «tenere i rapporti tra la tifoseria
organizzata e la società e le forze dell'ordine», e Claudio Sala, «responsabile
sicurezza della compagine nerazzurra». Nessuno di loro è finito indagato. La
gup nella sentenza spiega, ad esempio, che Gandinelli, sentito il 5 maggio
2020, disse di «aver agevolato la Curva in buona fede, ignorando, malgrado il
suo ruolo societario, l'esistenza di disposizioni di legge». Così la curva, si
legge ancora, «pur non facendo ricorso a minacce esplicite» nei confronti del
club «ha fatto leva sulla propria forza intimidatrice», perché era un
«sodalizio organizzato e strutturato, formato da pericolosi pregiudicati». (…)
E pure gli stewards, scrive la giudice, furono «complici» negli ingressi
illeciti degli ultrà allo stadio, anche in occasione dei derby. (…) Il
pm Storari aveva messo in luce, tra l'altro, come i rapporti degli ultras,
che si muovevano come «milizie private», con le «istituzioni» deputate «alla
repressione dei reati» e con le stesse «società» di calcio, abbiano generato
per le due curve «una sorta di legittimazione» alle azioni illegali. La gup nella sentenza ricorda le
intercettazioni e le testimonianze agli atti. Sia il club rossonero che quello
nerazzurro, tra l 'altro, sono stati sottoposti dalla Procura di Milano ad un
procedimento di prevenzione e in questi mesi le due società hanno lavorato
anche per recidere i rapporti malsani con le tifoserie organizzate. Dirigenti e
calciatori erano pure stati sentiti a verbale dopo il blitz del 2024.
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