28 ott 2025

Verba volant, Meloni manent: (ancora) via libera ai call center ?

Più contatti ai call center promozionali  (fanpage.it) 

... proposta invece non solo da Forza Italia, ma anche da FdI, Lega e anche Italia viva. Il testo degli emendamenti è identico: si tratta di dare ai call center accesso a un database di numeri di telefono che invece oggi è tutelato.

Uno degli articoli del Codice della comunicazione, infatti, afferma che le compagnie telefoniche non possono trasmettere ai loro call center i numeri che vengono inseriti nel cosiddetto "database per la portabilità dei numeri mobili", e neanche le informazioni che vengono acquisite "per esigenze di carattere propriamente operativo". Sono numeri e informazioni di contatto che servono per motivazioni tecniche, ma sono tutelate dall'uso per finalità pubblicitarie.

I partiti di maggioranza e IV hanno chiesto di aggiungere una sola frase per far saltare, in parte, questa tutela. I numeri e le informazioni di contatto raccolte per "esigenze di carattere propriamente operativo" potrebbero essere inviati ai call center e ai centri di telemarketing. Basterebbe che il cliente "abbia prestato il proprio consenso all'utilizzo di detti dati". Con tutta probabilità, la procedura si ridurrebbe a un click o una crocetta per il consenso, e a quel punto si aprirebbe l'ennesima possibilità di campagne di telemarketing aggressive.

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https://www.senato.it/show-doc?tipodoc=Emendc&leg=19&id=1474697&idoggetto=1465989 

Proposta di modifica n. 8.0.10 al DDL n. 1578

8.0.10

Damiani, Paroli

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

(Corretto utilizzo delle informazioni sulla portabilità mobile)

          1. Al comma 1-bis dell'articolo 98-duodecies del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, dopo le parole: "propriamente operativo" sono aggiunte le seguenti: "per queste ultime fatto salvo il caso in cui il cliente abbia prestato il proprio consenso all'utilizzo di detti dati".».


Verba volant, Meloni manent: tariffe del cellulare in salita ?

https://www.fanpage.it/ 
Aumento automatico delle tariffe per le offerte telefoniche

Il testo della proposta si trova in un emendamento di Forza Italia, a prima firma del senatore Antonio Trevisi (eletto con il M5s ma passato a FI nell'estate dello scorso anno).
Oggi le regole sono queste: una compagnia telefonica può alzare il prezzo dell'offerta se è passato almeno un anno da quando il cliente ha firmato il contratto; e l'aumento nel caso deve essere uguale all'indice di inflazione. Questo significa peraltro che se l'inflazione è negativa (è avvenuto per esempio nel 2020 e nel 2016) il prezzo scende. Se l'aumento di prezzo invece è più alto dell'inflazione, il cliente può decidere di disdire l'offerta gratuitamente e passare a un altro operatore.

La nuova proposta di FI darebbe molta più libertà alle aziende. Potrebbero mettere nei contratti "una clausola di adeguamento automatico dei prezzi" con cui le tariffe si alzerebbero non solo in misura pari all'inflazione, ma anche oltre, con una percentuale aggiuntiva da "rendere nota all'utente" prima che firmi.

L'aumento dei prezzi potrebbe scattare "non più di una volta l'anno", con un preavviso di "almeno due mesi", e avrebbe effetto sui prezzi "applicabili per i successivi dodici mesi". Qui c'è però una differenza chiave: il rincaro, anche se è più alto dell'inflazione, non sarebbe considerato una "modifica delle condizioni contrattuali". Quindi, niente disdetta gratuita. Se si volesse cambiare operatore per evitare l'aumento della tariffa bisognerebbe pagare.

Le novità non si applicherebbero ai contratti già in vigore, ma solo a quelli nuovi. Oppure a quelli ‘vecchi' che hanno subito un cambiamento arbitrario delle condizioni economiche da parte dell'azienda negli ultimi dodici mesi.

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 https://www.senato.it/show-doc?tipodoc=Emendc&leg=19&id=1474704&idoggetto=1465989

Proposta di modifica n. 9.0.113 al DDL n. 1578

9.0.113

Trevisi, Paroli, Damiani

«Art. 9-bis.

(Indicizzazione offerte operatori di comunicazione elettronica)

          1. I contratti per adesione stipulati con gli operatori di comunicazione elettronica possono prevedere una clausola di adeguamento automatico dei prezzi, in misura corrispondente all'aumento dell'indice annuale dei prezzi al consumo, eventualmente incrementato di un coefficiente predeterminato e reso noto all'utente prima della sottoscrizione del contratto.

          2. Il valore del coefficiente di maggiorazione dell'indice dei prezzi al consumo non può essere superiore ad un valore massimo, definito dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente provvedimento. Entro il medesimo termine, l'Autorità determina anche le modalità di adeguamento dei prezzi e le misure di garanzia per le fasce di utenza meritevoli di speciale tutela.

          3. L'adeguamento dei prezzi può essere effettuato non più di una volta l'anno ed ha effetto sui prezzi applicabili per i successivi 12 mesi. Gli operatori forniscono agli utenti finali, con modalità definite dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente provvedimento, un'informativa trasparente e completa in merito all'adeguamento dei prezzi contrattualmente previsto, con almeno due mesi di anticipo rispetto alla data di prevista applicazione.

          4. I prezzi applicati in virtù di una clausola di adeguamento automatico non possono essere oggetto, limitatamente al periodo di validità degli stessi, di proposte di modifica unilaterale da parte degli operatori, fatto salvo il caso dell'applicazione di condizioni di maggior favore per l'utente.

          5. La variazione dei prezzi, in applicazione di una clausola di adeguamento automatico prevista nel contratto accettato dall'utente, non costituisce modifica delle condizioni contrattuali.

          6. I contratti in essere alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, ove non siano stati oggetto di proposte di variazione unilaterale delle condizioni economiche nei precedenti dodici mesi, possono essere modificati dalla previsione di una clausola di adeguamento automatico dei prezzi, con le modalità e le garanzie previste dall'articolo 98-septiesdecies, comma 5, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.».

 

17 ott 2025

Trump, Putin, Kiev, Europa: mala tempura currunt.

 

L'ideologo di Putin: «Noi russi in guerra con l'Europa. A Trump fermarci non conviene: si arricchisce, prosciugando voi»      
di Marco Imarisio (Corsera 17/10/2025)

Sergey Karaganov, ideologo del capo del Cremlino: «Deve tornare la paura. Gli Usa non rappresentano il peggio della civilità occidentale: sono molto più razionali di voi europei, è più facile trattare con loro»

MOSCA - «Un grande Paese ha bisogno di una ideologia di Stato. Altrimenti non è niente. E quando la perde evapora la nazione stessa. L’antica Roma ce l’aveva, l’Italia di oggi no. Forse è per questo che da molti secoli non siete un grande Paese»

 

27 dic 2024

Chinè, dove sei ?

Un omicidio, un tentato omicidio, associazione a delinquere con reati vari
Dirigenti conniventi ... 

e Chinè dov'è ?? 


Le inchieste sugli ultrà a Milano, il verbale dell'ex capo della Curva INTER: «Marotta bloccò la denuncia». La replica: «Non è vero»

milano.corriere.it

di Luigi Ferrarella

L’ex capo della curva parla dei delitti di Boiocchi e Bellocco e degli affari sui ticket. Il pressing sulla dirigenza dell'Inter per i biglietti in trasferta

Le inchieste sugli ultrà a Milano, il verbale di Beretta: «Marotta bloccò la denuncia». Lui replica: «Non è vero»

Andrea Beretta, ex capo ultrà dell’Inter. Accusato dell’omicidio di Antonio Bellocco, è anche indagato per associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso. Ha deciso di pentirsi

«Intendo collaborare e raccontare tutti i fatti da quando ho preso il comando di Curva Nord, il merchandising, i vari ticketing Milan e Inter, i parcheggi, i baracchini del food, queste cose qua...». È il 22 novembre 2024 e in carcere Andrea Beretta, il 49enne capo ultrà dell’Inter arrestato il 4 settembre per l’assassinio del rampollo di ’ndrangheta Antonio Bellocco, inizia la sua nuova vita di collaboratore di giustizia davanti al procuratore aggiunto milanese Alessandra Dolci e ai pm Sara Ombra e Paolo Storari. Le trascrizioni dei primi tre interrogatori registrati, centinaia di pagine spesso omissate sui rapporti con i clan e il delitto nel 2022 dell’altro capo ultrà Vittorio Boiocchi, alla vigilia di Natale sono stati depositati (in vista del giudizio immediato il 20 febbraio 2025) alle difese dei 18 arrestati il 30 settembre per la lucrosa gestione della curva. E fuori dagli omissis affiorano passaggi sulla dirigenza Inter.

«Marotta mi ha salvato una volta», asserisce ad esempio sull’a.d. e presidente. Per un Juve-Inter Beretta fatica a trovare biglietti, apprende che ai rossoneri a Torino era andata meglio perché nei due club i dirigenti addetti ai rapporti con la tifoseria (Slo-Supporter liaison officer) si erano accordati per convogliare su una ricevitoria 2.000 biglietti poi acquistati dagli ultrà, e allora Beretta spinge per lo stesso schema con l’Inter. Ma lo Slo dell’Inter, Massimiliano Silva, si infuria: «Ricevo una chiamata — racconta Beretta — e questo qui comincia a insultarmi (“non me ne fotte un c… di voi, io non passo guai per voi”), nasce una discussione al telefono, io resisto 10 secondi e poi vado giù, “mi hai rotto i co..., vieni qua che ti ammazzo di botte”, solite cose. È degenerata, lui mi chiude il telefono in faccia e va subito alla Digos a dirgli che io lo avevo minacciato al telefono, e la Digos gli dice “ok, noi prendiamo la tua denuncia, però deve essere fatta in carta intestata dalla società”. Allora lui va in società, si mette a scrivere, passa Claudio Sala (dirigente Inter responsabile della sicurezza della prima squadra, ndr) e gli dice “ma cosa stai facendo? Ma lo sa il direttore (Marotta, ndr)? Avvisiamo prima che metti di mezzo la società”. E dopo è passato Marotta e fa (a Silva, ndr): “Guardi, se lei vuole fare la denuncia la fa a nome suo, non con la società”». Pm: «Questo lei come lo sa?». Beretta: «Me l’ha detto Claudio Sala. E quella volta lì (Marotta, ndr) mi ha salvato dal discorso della denuncia».

Marotta, replica però l’Inter al Corriere, non solo non ricorda ma anzi esclude un episodio del genere, a suo avviso in contraddizione con la politica di proteggere i propri collaboratori e invitarli a denunciare alla Digos i tentativi di condizionamento. 

Beretta affronta anche il tema di 160 abbonamenti che la sua associazione «We Are Milano» comprava dall’Inter con regolari documenti di altrettanti tifosi intestatari, ma che poi gli ultrà si facevano consegnare e a ogni partita vendevano («con un ricarico che dipende dalla partita, magari 5 euro se c’è il Lecce o 50 la Juve») a persone tutte diverse, che alla vigilia si facevano mettere in una lista di richiedenti compilata dagli ultrà. Il che apre un problema di sicurezza dello stadio, se non si sa chi davvero entra: «In sostanza potrebbe essere chiunque — domanda il pm —, l’Inter non controlla?». «Siamo sempre là, dottore, quando sei sul campo di battaglia... C’è un cancello adibito dove entrano quelli della curva». Pm: «E vai!». Beretta: «Li fanno passare, basta che hai pagato il biglietto. Ogni tanto facevano passare due in un cancello...». Pm: «La società sa che Paolo non va allo stadio ma (con la tessera di Paolo, ndr) ci va Andrea?». «Sì, se lo immagina, sa che lo facciamo per movimentare tutto il vario folklore, le coreografie...». Pm: «Che significa che “se lo immagina”? Perché lei dice di sì?». «Perché uno poi passa al cancello». Pm: «Ma può essere lo stewart che è uno sciocco... Come fa a dire che la società lo sa, e che sa dei ricarichi?». Beretta: «Lo sa il dirigente addetto ai tifosi, lo sa Claudio Sala che faceva parte della curva, sa come funzionano tutti i vari meccanismi».