Roberto Saviano - Instagram (19/02/2026)
"Quando sento politici navigati dire che il calcio è solo calcio, oppure che un cartellino è solo un cartellino, penso siete seri o ci state prendendo in giro? Dopo il mio post sulla dirigenza dell'Inter, la conseguenza delle controversie sorte durante la partita Inter-Juve,
del 14 febbraio scorso, è intervenuto il senatore Walter Verini in
qualità di coordinatore del comitato ultrà e criminalità in commissione
antimafia. Proprio per questo suo ruolo, solo per questo, ho deciso di
rispondergli perché le sue parole sono inaccettabili.
Ho deciso di
porgli una domanda a cui spero voglia rispondere. Rispondere con la
stessa solerzia che lo ha portato a commentare le mie parole e spero la faccia anche nella maniera più onesta possibile per onorare il ruolo che
ricopre in commissione antimafia.
Premessa necessaria: quando si tocca
il calcio e il tifo bisogna ricordare che l'Inter è vittima. I suoi
giocatori e i suoi tifosi lo sono ma non la sua dirigenza che, invece,
era del tutto compromessa dalla sudditanza della quale parla la sentenza
di condanna emessa lo scorso dicembre nell'ambito della cosiddetta
inchiesta ultrà. Sudditanza, viene scritto negli atti: sudditanza della
dirigenza per gli ultrà".
"Ora come sia potuto accadere che quella dirigenza sia rimasta al suo posto è stato per me, per lungo tempo, un mistero.
Ma la leggerezza delle valutazioni di Verini mi ha chiarito il contesto
perché a inseguire fantasmi si finisce per perdere di vista la realtà
della sua drammaticità. Senatore Verini le chiedo quindi, quale società i
cui vertici hanno avuto contatti con soggetti pericolosissimi può
consentirsi, dopo aver ammesso di non aver denunciato e dopo aver
patteggiato con la giustizia sportiva, a quale dirigenza viene permesso
di lasciare vertici al loro posto? Questa inerzia ha determinato due effetti gravissimi:
da un lato non si capisce come si possa dire a un povero cristo,
esempio un piccolo imprenditore privo di ogni tutela da parte dello
stato di denunciare le organizzazioni criminali se poi si stendono
tappeti rossi a chi non ha fatto, potendolo, niente.
A chi potendo ottenere protezione, sostegno, invece è stato zitto. Zitto, senza denunciare, senza muovere un passo.
Dall'altro lato, questo maldestro mettere la polvere sotto il tappeto ha del tutto distrutto l'immagine del calcio italiano
e quindi sponsor che in altre leghe se la sarebbero data a gambe levate
al cospetto di una situazione tanto grave continuano a foraggiare le
azioni di una dirigenza completamente compromessa...".
"Non è mica un caso che le milizie libiche e le loro
squadre di riferimento vengano a giocarsi i playoff del loro campionato
in Italia.
Questa è l'attuale attrattività del nostro calcio, incapace di riformarsi per darsi una nuova dignità.
Questa è l'Italia oggi, un Paese stanco della lotta alla coltura mafiosa e le sue parole ne sono la dimostrazione, poiché anche attraverso il calcio abbiamo finito per sdoganare la presenza mafiosa nel nostro paese. Non era solo un cartellino senatore Verini, ma un intero campionato falsato nei suoi presupposti etici e che, fin
quando quella dirigenza rimarrà al suo posto, la dirigenza dell'Inter,
non recupererà mai la dignità essenziale per costruire un esempio
virtuoso per la società nel suo complesso e in special per i cittadini di domani, per i ragazzini che hanno eletto il calcio come sport del cuore. 'La pelota no se mancha' disse un uomo, un grande sportivo che ha pagato a caro prezzo tutti i suoi errori.
Errori di cui si è sempre sentito responsabile e che ha sempre ammesso
senza mai schermarsi dietro il suo talento. E comunque senatore Verini,
se può, risponda a ciò che ho detto".