17 lug 2026

Benetton o Maletton (parte 2°)

 Emesse le condanne per il crollo del ponte Morandi di Genova nel 2018. Condannati i managers. Salvi gli azionisti che chiedevano utili e dividendi a scapito della sicurezza !

Ponte Morandi, le condanne ai vertici della due società coinvolte, Aspi e Spea, e ai dirigenti del Ministero dei Trasporti: 12 anni all'ex ad di Autostrade Castellucci, undici a Michele Donferri Mitelli responsabile delle manutenzioni, 5 anni all'ex direttore della vigilanza del Mit Coletta. La sentenza sul disastro del viadotto Polcevera, a Genova, accaduto il 14 agosto 2018, dove morirono 43 persone. Sono state riconosciute le accuse di omicidio stradale plurimo, crollo colposo e omicidio colposo. Sono saltati invece l’aggravante della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e i falsi che riguardavano report e ispezioni.  La procura aveva chiesto 18 anni e 6 mesi. Castellucci ha sempre sostenuto il difetto costruttivo del ponte. Un vizio occulto che avrebbe favorito la corrosione degli stralli, quei giganteschi tiranti che sostenevano la struttura. L’ex supermanager si trova in carcere dall’aprile dell’anno scorso, quando è diventata definitiva la condanna a sei anni per la strage di Acqualonga (Avellino), dove un autobus volò giù da un viadotto autostradale causando 40 morti. Nelle ultime dichiarazioni l’ex ad di Aspi aveva inoltre affermato di non aver mai voluto attuare una politica di risparmi (Corsera 17.07.2026 - Andrea Pasqualetto)

16 lug 2026

Chat Control 1.0 : le nostre e-mail diventano pubbliche ?


 Il 9 luglio 2026 il Parlamento Europeo ha approvato la proroga del regolamento temporaneo noto come Chat Control 1.0, estendendone la validità fino al 3 aprile 2028. Il voto è stato più complicato di quanto sembri: la proposta di respingere integralmente la proroga ha ottenuto 314 voti favorevoli, 276 contrari e 17 astensioni, ma non ha raggiunto la soglia dei 361 voti necessaria per bloccarla — quella maggioranza assoluta richiesta dalla procedura d’urgenza che il PPE e la presidente Roberta Metsola avevano voluto per riportare il testo in aula. Una procedura che, di fatto, ha ribaltato l’onere della prova: non bastava il “sì”, bisognava che il “no” raccogliesse abbastanza forza. Non l’ha raccolta.

Per chi non ha seguito questa vicenda fin dall’inizio, vale la pena ricostruirla con precisione, perché il racconto semplificato — “l’Europa vuole spiare i tuoi messaggi” — non cattura né l’esatto perimetro della norma né le ragioni per cui la questione resterà aperta a lungo.

Cosa fa davvero Chat Control 1.0 (e cosa non fa)

Il regolamento UE 2021/1232 autorizza i fornitori di servizi online — Meta, Google, Microsoft e altri — a scansionare volontariamente le comunicazioni elettroniche alla ricerca di materiale pedopornografico CSAM (acronimo inglese di Child Sexual Abuse Material) . Non impone un obbligo generalizzato. Non tocca le comunicazioni protette da crittografia end-to-end (un sistema che protegge i messaggi in modo che solo il mittente e il destinatario possano leggerli, rendendoli incomprensibili a chiunque altro, anche al fornitore del servizio). L’emendamento approvato il 9 luglio esclude esplicitamente dall’ambito di applicazione “le comunicazioni alle quali è stata, è o sarà applicata la crittografia end-to-end” . Rientrano in questa esclusione WhatsApp, Signal, ecc. Dentro rimangono piattaforme come Instagram, Discord, Snapchat, Skype, Xbox, Gmail e iCloud, cioè servizi su cui i contenuti viaggiano — o vengono archiviati — in chiaro per il provider. Queste aziende già potevano accedere a quei dati. La norma le autorizza a farlo in modo sistematico, attraverso algoritmi che confrontano gli hash dei file con database internazionali di materiale illegale noto.

Detto così suona quasi banale. Non lo è, per almeno due motivi.

Il primo: gli algoritmi di rilevamento producono falsi positivi. Non sono macchine infallibili, e una segnalazione errata — che finisce nelle mani di autorità nazionali — riguarda una persona reale, non un dato astratto. Un esempio concreto è una foto innocente di un bambino in una vasca da bagno che potrebbe essere classificata erroneamente, generando stress, segnalazioni e possibili problemi legali per i genitori. Il secondo: il potere di sorveglianza che questa norma esercita non è nelle mani di uno Stato, ma di aziende private, spesso statunitensi, che operano in un quadro normativo ibrido. Chi controlla il controllore è una domanda che il regolamento temporaneo non risolve.

L’Italia e la coerenza che non c’è

C’è un dettaglio che vale la pena registrare, perché racconta qualcosa di preciso sul modo in cui la politica europea funziona — o non funziona. Al 14 luglio 2026, continuano le discussioni sulla posizione del governo italiano, che ha votato “sì” in sede di Consiglio UE per la proroga di un provvedimento, pur avendo espresso contrarietà in sede parlamentare. Nello specifico, i partiti di maggioranza Lega e Fratelli d’Italia hanno votato “no” al Parlamento di Strasburgo sulla medesima questione. Non è una sfumatura: è una contraddizione documentata, tra due livelli dello stesso esecutivo, sullo stesso provvedimento.

La storia vera, che è quella di Chat Control 2.0

Chat Control 1.0 è solo un prolungamento. La vera questione è il regolamento permanente, chiamato Chat Control 2.0. Questo è stato proposto a maggio 2022 dalla Commissaria Ylva Johansson e ora è in discussione tra Parlamento, Consiglio e Commissione. Le trattative dovrebbero ricominciare a settembre 2026. Nella sua versione originale, Chat Control 2.0 prevedeva la scansione sistematica di tutte le comunicazioni, incluse quelle crittografate end-to-end. Il meccanismo ipotizzato — il cosiddetto client-side scanning — avrebbe effettuato l’analisi direttamente sul dispositivo dell’utente, prima che il messaggio venisse cifrato (in poche parole quando ancora non è partito). Dal punto di vista tecnico, questo svuota la crittografia end-to-end del suo significato: è come installare una telecamera nell’appartamento prima che qualcuno possa chiudere le tende. Esperti di crittografia e sicurezza informatica, come l’ex europarlamentare e attivista Patrick Breyer, avvertono che l’introduzione di “backdoor” o meccanismi di controllo preventivo crea vulnerabilità strutturali che possono essere sfruttate da attori malevoli e compromette i principi di sicurezza degli strumenti digitali. Il testo è stato successivamente modificato per rendere facoltativa l’adozione di questi sistemi, ma il dibattito resta aperto e la direzione di marcia non è definita. Chi sostiene che la crittografia end-to-end sia un diritto non negoziabile e chi ritiene che la protezione dei minori online richieda strumenti più invasivi partono da premesse entrambe legittime, ma inconciliabili senza sacrificare qualcosa. Questa è una sfida a cavallo tra diritto, etica e architettura tecnica dei sistemi di comunicazione, e nessuna delle due parti può permettersi di liquidare l’altra come in malafede.

Cosa accade adesso, concretamente

Fino al 3 aprile 2028, le piattaforme che già accedono ai contenuti in chiaro possono continuare a scansionarli volontariamente. Il testo emendato approvato dal Parlamento tornerà ora al Consiglio UE, che ha tre mesi per accettare o respingere le modifiche. Se non trova accordo, si aprirà una procedura di conciliazione. Nel frattempo, i negoziati su Chat Control 2.0 ripartiranno in autunno.

Se usi WhatsApp o Signal per comunicare, oggi non cambia nulla rispetto a ieri. Se usi Gmail, Discord o Snapchat, quei contenuti erano già accessibili ai provider e potevano già essere analizzati. La proroga non introduce nuovi poteri di accesso: li mantiene, e li formalizza per altri due anni.

Il punto su cui tenere alta l’attenzione non è Chat Control 1.0. È cosa deciderà il trilogo nei prossimi mesi su Chat Control 2.0, e se il client-side scanning troverà spazio nel testo definitivo. Quello sì cambierebbe lo scenario in modo strutturale — non per chi spia le chat, ma per come e dove avviene l’analisi. Su questo, per ora, non c’è ancora una risposta.

Alternative alla sorveglianza di massa per la protezione dei minori
I critici di Chat Control suggeriscono che esistono alternative più efficaci e meno invasive per combattere l’abuso sessuale sui minori online, senza compromettere la privacy di tutti gli utenti. Queste includono:

Indagini mirate: Concentrare le risorse su indagini specifiche basate su sospetti concreti, piuttosto che su scansioni generalizzate.
Rafforzamento della cooperazione internazionale: Migliorare la collaborazione tra le forze dell’ordine a livello globale per identificare e perseguire i responsabili.
Sanzioni più severe: Aumentare la severità delle pene per i crimini di abuso sessuale sui minori.
Investimenti nella protezione dei minori: Destinare maggiori risorse a programmi di educazione alla sicurezza online e supporto alle vittime.
Strumenti investigativi esistenti: Utilizzare metodi già collaudati come intercettazioni mirate e Trojan di Stato, che colpiscono singoli sospettati tramite mandato del giudice.
Analisi forense e intelligence: Sfruttare l’analisi di oggetti, ambienti, insegne e altri dettagli visibili nei contenuti (come nella campagna “Trace an Object” di Europol) per identificare vittime e responsabili, insieme all’infiltrazione nei gruppi chiusi.

Un po di dati? 

Non sono stati trovati dati specifici che dimostrino l’efficacia delle scansioni di massa rispetto a questi metodi più mirati. Tuttavia, i critici sostengono che estendere la scansione ai messaggi privati significherebbe aggiungere un’intrusione enorme a fronte di un beneficio da dimostrare. Si evidenzia inoltre che il 95% delle segnalazioni proviene da un solo soggetto privato (Meta/Zuckerberg), con una valanga di falsi positivi, suggerendo che l’attuale approccio è sproporzionato.

E per concludere?

Come spesso accade, più passa il tempo, più la tecnologia evolve e più le sfide diventano complesse. È un po’ come alcune piante: finché crescono isolate non arrecano alcun danno, ma se si diffondono senza controllo accanto ad altre possono trasformarsi in infestanti, al punto che estirparle senza compromettere l’intero ecosistema diventa estremamente difficile. Con il digitale sta accadendo qualcosa di simile. Per questo l’attenzione dei governi dovrebbe concentrarsi meno su risposte lente e burocratiche e più sulla creazione di task force agili, altamente specializzate e costantemente aggiornate, capaci di intervenire con rapidità. Perché mentre il dibattito politico procede con i suoi tempi, i nostri figli continuano a essere bersagli sempre più facili per persone senza scrupoli che sfruttano gli strumenti digitali per adescare, manipolare e abusare.

 

(https://marcomirra.it/chat-control-1-0-chi-scansiona-le-tue-chat-cosa-ha-deciso-leuropa-e-dove-stiamo-andando/) 

29 giu 2026

Negazionisti climatici ? Non Pervenuti !

Lettera di Riccardo Chiaberge a Dagospia

Caro Dago,

che fine hanno fatto i negazionisti climatici? 36 gradi in Inghilterra, 40 gradi a Milano e Roma, 46 a Parigi. In Francia, il caldo anomalo sta facendo più morti degli attentati islamisti.

E gli ecoscettici che con Trump definivano “una bufala” il riscaldamento globale? Spariti. Colpiti da improvvisa afasia. Il noto fisico dell’atmosfera Matteo Salvini? Non pervenuto.

 Eppure ricordiamo le sue parole di qualche estate fa, di fronte all’Adamello: «Vedi i ghiacciai che si ritirano anno dopo anno e ti fermi a pensare (pensare?), poi studi la storia (studiare?) e vedi che sono cicli». Vabbè, adesso l’emergenza sono i treni, non i ghiacciai, e Matteo deve liquidare Donnarumma (due milioni di euro) per non liquefarsi lui. Se ne riparlerà al prossimo ciclo.

E Vittorio Feltri, che come tutti sanno se ne frega del caldo, e non suda nemmeno? Ammutolito dall’afa. Muto anche il ciarliero Mario Giordano, che ha autorevolmente denunciato i “dati farlocchi” di quelle migliaia di cialtroni che studiano il climate change, perché una volta la Groenlandia era verde e le temperature salivano e scendevano già all’epoca di Annibale.

Tace perfino Giuseppe Cruciani che tempo fa prendeva per il culo «l’ecoansia» e urlava con il consueto garbo nel microfono: «Io me ne fotto, spreco tantissima acqua! Mi faccio quattro docce (ma non aveva detto che si lavava poco?) e tu non mi devi rompere il cazzo».

Dove si saranno cacciati, questi luminari della climatologia? Chi li ha visti? Proviamo a chiedere a Federica Sciarelli, o a chi prenderà il suo posto. Forse li hanno messi in cassa integrazione come i lavoratori dell’edilizia. O si sono infrattati nel reparto surgelati dell’Esselunga, in attesa che passi l’ondata di calore.

Ma anche lì, non gli conviene fare troppo i gradassi: qualche anziano esasperato dai loro sermoni potrebbe tirargli in testa un merluzzo di Capitan Findus.

Sono i rischi che corre chi resiste al “meinstrìm”, al turpe complotto euromusulmano che vuole costringerci a mangiare insetti e ad andare in moschea con l’auto elettrica. Bisogna pur lottare contro la dittatura dell’ideologia woke. Molto meglio l’ideologia wok (senza e finale). La padella cinese. Per rosolarci tutti a fuoco lento.

https://www.dagospia.com/cronache/che-fatto-i-negazionisti-climatici-riccardo-chiaberge-gli-ecoscettici-478785 

 

11 giu 2026

Meloni: Utopia o Distopia ?

 10 giugno 2026 - Auditorium della Conciliazione a Roma, Assemblea Generale di Confcommercio. Intervento di Giorgia Meloni: "Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole, come ricordava il presidente Sangalli non c'è mercato senza regole, non ci sono imprese sane e non c'è crescita”
"Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico fiscale sul ceto medio". "Altri parlano di tassare il patrimonio, noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo decenni di sacrifici" ha aggiunto.    
Torna sulla lotta contro "il fenomeno odioso" delle attività apri e chiudi, ovvero "quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le tasse".
"Noi abbiamo un'emergenza che si chiama giovani generazioni, la capacità di offrire maggiori e ulteriori opportunità alle energie migliori che abbiamo, e dall'altra parte la necessità di ribaltare l'emergenza demografica, una dei più grandi problemi economici”.   Confcommercio è "una delle colonne del sistema Italia, uno dei motori più identitari e dinamici dell'economia della nostra nazione" "Come ricordava il presidente Sangalli - ha aggiunto - siete una forza di popolo, che nasce dal basso".

10 giugno 2026 - L’Ufficio parlamentare di bilancio presenta, nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati (Palazzo del Seminario), il Rapporto sulla politica di bilancio 2026. Il documento analizza l’evoluzione dell’economia e della finanza pubblica, quale contributo al confronto istituzionale e alla valutazione degli impatti delle principali politiche economiche e di bilancio (https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2026/06/Sintesi-Rapporto-2026_web.pdf). Secondo la presidente Lilia Cavallari, l'accresciuta progressività dell'imposta sulle persone fisiche, unita all'ampliamento della flat tax ha infatti "accentuato le disparità di trattamento tra le varie tipologie di reddito e allontanato l'obiettivo di graduale perseguimento dell'equità orizzontale previsto dalla delega per la riforma fiscale". Il tutto in un Paese che resta ai minimi Ue per fedeltà al fisco e in cui "permangono livelli elevati di evasione dell'Irpef da lavoro autonomo". L'Upb riconosce comunque lo sforzo sul fronte dei conti pubblici e i risultati ottenuti anche nei giudizi delle agenzie di rating grazie all'approccio prudente del governo. Una linea che va mantenuta, guardando soprattutto alla necessità di ridurre il debito pubblico. Lo shock energetico potrebbe rappresentare un rischio in questo senso, così come il piano di privatizzazioni previsto nel Dfp, che valo lo 0,8% del Pil e dal quale dipende gran parte della discesa del rapporto debito-Pil nel 2027.

10 giugno 2026 - indagine della Procura di Roma per corruzione di giudici della Corte dei Conti per "condizionare le loro scelte" nel dossier sul Ponte dello Stretto.  Oltre all'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele - anche l'avvocato Francesco Saccomanno già componente del cda della società Stretto di Messina Spa e dal 2021 al 2024 commissario della Lega in Calabria, e l'imprenditore Vincenzo Virgiglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia Calabria". Proprio questi ultimi due avrebbero tentato di avvicinare almeno altri due giudici per tentare di avere altre 'talpe' all'interno del tribunale contabile e in particolare nel collegio che doveva occuparsi dei controlli di legittimità sull'iter di approvazione della delibera del Cipess, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile relativo all'infrastruttura.    
Scrive Marcello Sorgi ieri su “La Stampa” – “Finalmente s'è capito perché sul finire dell'anno scorso, nelle stesse settimane in cui partiva la campagna per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati che avrebbe segnato il 22 marzo di quest'anno la prima, vera sconfitta del centrodestra nelle urne, il governo s'impegnò con tutte le sue forze per far approvare la riforma della Corte dei Conti. Tanto da farne la legge numero 1 del 2026 e chiudere in Parlamento la partita cominciata a fine ottobre con il pronunciamento dei magistrati contabili contro le procedure adottate per il Ponte sullo Stretto”.

P.S. – Giorgia Meloni è presidente del consiglio dal 22 ottobre 2022 ed ha la maggioranza dei voti sia al Senato (115/200) che alla Camera dei Deputati (237/400).

15 mag 2026

Mario Draghi: un uomo chiamato Europa

Il discorso integrale di Mario Draghi, ad Aquisgrana

Signor Sindaco Dr. Ziemons, Cancelliere Merz, Primo Ministro Mitsotakis, Presidente Laschet, Presidente Lagarde, Illustri premiati degli anni precedenti, Eminenze ed Eccellenze, Gentili ospiti, Signore e Signori,

Non fingerò che ciò che attende l'Europa sia facile. La tensione cui è sottoposto il nostro continente è profonda e si fa più pesante di mese in mese. Ma questo non è solo un momento di pericolo. È anche un momento di rivelazione. Perché le forze che oggi mettono alla prova l'Europa stanno compiendo qualcosa che decenni di pace e prosperità non sono riusciti a fare: stanno spingendo gli europei a riconoscere, ancora una volta, ciò che hanno in comune e ciò che sono disposti a costruire insieme. 

Questo dovrebbe darci fiducia. Dovrebbe anche renderci lucidi riguardo alla portata del compito che ci attende. Dal 2020, gli shock esterni si sono susseguiti uno dopo l'altro, ciascuno aggravando il precedente e restringendo ulteriormente lo spazio per l'esitazione. Stiamo ancora assorbendo i dazi da parte del nostro principale partner commerciale, a livelli senza precedenti da un secolo a questa parte. Da ultimo, la guerra in Medio Oriente ha riportato l'inflazione nelle nostre economie e l'ansia nelle nostre famiglie. Anche quando lo stretto di Hormuz riaprirà, le fratture inferte alle catene di approvvigionamento potrebbero estendersi per mesi o anni.