10 set 2026

... a tutto gas (olio) !

Il Brent ieri ha superato i 100 dollari al barile (WTI a $96.35) e la guerra in Medio Oriente potrebbe portare ai massimi dello scorso aprile a $122 al barile. Il blocco delle importazioni dalla Russia e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno tolto dal mercato 20 milioni di barili di greggio (circa il 20% del totale di petrolio venduto in tutto il mondo). La Cina ha calmierato il mercato riducendo i suoi acquisti di oltre 5 milioni di barili/giorno ma non è bastato a frenare il prezzo del petrolio e quindi dei carburanti.

Se aggiungiamo la carenza di impianti di raffinazione, soprattutto diesel, il quadro è preoccupante, considerando che in Italia gran parte delle derrate alimentari viaggiano su gomma. L’Europa ha provato a spostare gli acquisti agli Stati Uniti, India e Medio Oriente ma la situazione non è migliorata per la concorrenza di Turchia e Brasile nell’acquisto di gasolio.

Considerando i margini di raffinazione di benzina e gasolio, attualmente a livelli record intorno ai 100 dollari/barile (rispetto agli $8-12 ante 2026) si sconta un prezzo del petrolio a 180-200 dollari al barile. Preveggenza o speculazione? 

7 set 2026

se berlino piange, roma non ride

Nelle elezioni per il Land della Sassonia-Anhalt (Germania) AfD raggiunge il 44%. Potrebbe essere il primo di una lunga serie di vittorie elettorali della destra neofascista in Germania (prossime elezioni per Land a settembre) e successivamente nel resto di Europa: Italia e Francia in primavera 2027 per cominciare. Vannacci è stimato sopra al 10% e risultare decisivo in una nuova coalizione di destra e Le Pen potrebbe arrivare al ballottaggio nelle presidenziali francesi e magari raggiungere l’Eliseo.

Avanza in Europa una nuova politica di destra centrata su nazionalismo e discriminazione, tale che al confronto il governo Meloni sembra la copia degli esecutivi democristiani degli anni ’60 (governi Moro e Fanfani). I commenti da palazzo Chigi infatti non sono pro AdD: “C’è poco da esultare, l’Europa non ha certo bisogno di estremismo o di razzismo o di questo di tipo di soluzioni”. Ovviamente solo Salvini si congratula “Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama democrazia. Un’altra Europa è possibile”. Giusto per ricordare cosa vorrebbe: stop al green deal, fine dei vincoli di bilancio, blocco immigrazione e sovranità nazionale, divieto di produzione di carne sintetica e farine di insetti, apertura alla Russia di Putin … 

Seppure moderata, Giorgia Meloni non rinuncia alla propaganda elettorale da Bari, dove ha festeggiato il suo governo perché il più longevo della repubblica. Dimentica ovviamente di citare gli argomenti spinosi: Trump e la ‘special relationship’ che fu e che ora non c’è più e le guerre in corso con i loro effetti collegati: Ucraina e i finanziamenti per armamenti che l’hanno messa contro Lega e Salvini prima e l’hanno esclusa dal tavolo dei ‘volenterosi’ poi. Secondo punto glissato Hormuz e prezzo dei carburanti. Rivendica che «Stiamo recuperando centralità nel Mediterraneo»; forse con l’Albania e la Tunisia, considerato che in Libia non contiamo nulla e gli accordi con l’Algeria per le forniture di gas furono fatti da Draghi nel 2022.

La novità in politica economica è rappresentata dalle ZES (Zone Economiche Speciali) che verrebbero applicate anche al Nord in versione light cioè senza crediti di imposta alle imprese come invece accade a sud di Roma. Nulla sul taglio IRPEF al ceto medio, promette solo che “intendiamo perseverare”, ma si intitola il calo dello spread BTP-BUND da 233 bp a <80 bp sebbene sia stata la crisi tedesca a portare i tassi in Germania sopra il 3% mentre il rendimento dei BTP resta sostanzialmente stabile.
Nulla anche sulle promesse del quoziente familiare promesso in campagna elettorale, né sul voto contrario del governo al congedo paritario. Rivendica il calo della disoccupazione con «mai così tante donne al lavoro», evitando di ricordare che si tratta di occupazione dovuta alla stretta sulle pensioni (cancellata quota 103, aumentata l’età pensionabile e ridotto peso del riscatto della laurea) e la cancellazione della opzione donna. Aggiunge che «I contratti precari sono diminuiti»: calano i contratti a termina (-510mila) ma non tra i 15-34enni (-213mila), mentre salgono gli inattivi che non studiano né cercano lavoro (+342mila). Bugia colossale quando dichiara che i salari sono saliti «più del decennio precedente»; a livello nominale +12% dall’ottobre 2022 ma se li rettifichiamo dall’inflazione e dal fiscal drag siamo i peggiori dell’Europa e dell’Ocse con un calo del -6.1% dal 2021 a oggi. Diamo atto all’azione del governo di avere agito a tutela di famiglie imprese con i bonus sulle bollette energetiche ma non sono i 60 miliardi rivendicati ma solo 35 dall’insediamento al 2025 … a meno che non conteggi anche le risorse varate da Draghi! Quanto alle accise, stendiamo un velo pietoso sulla promessa elettorale di cancellarle. Lo sconto è costato oltre 2 miliardi ma hanno favorito il pieno al SUV piuttosto che all’utilitaria. Restano poi ancora fermi i tagli dello spread tra gas italiano e europeo e il disaccoppiamento tra elettricità e gas evitando speculazioni dai produttori di energia elettrica e permettendo un risparmio in bolletta.

Passando al tema migrazione e sicurezza, Meloni dichiara che «Abbiamo protetto i confini di questa nazione», dimenticando che è il calo degli sbarchi è dovuto a cambio delle rotte dei migranti (fonte SOS Mediterranee) verso la Grecia. In cambio è aumentata la mortalità in mare dal 1.5% al 2.6% ma questo dato viene opportunamente taciuto. Per quanto riguarda la sicurezza, nonostante siano stati introdotti 57 nuovi reati, sessanta circa nuovi aggravanti e aumenti di pena per cinque secoli di carcere complessivi (abolito solamente il reato di abuso di ufficio!), solo negli ultimi mesi c’è stato un calo dei reati che dall’inizio della legislatura erano saliti (da 2.25 milioni del 2022 a 2.4 milioni nel 2024 e un calo del -2% pari a circa 50mila nel 2025).

Fa lo struzzo quando parla di sanità. «Secondo voi le liste d’attesa le ha create il governo Meloni? Sono iniziate con il governo Meloni? No, esistevano anche 15 anni fa e sono aumentate … La sinistra le ha lasciate a noi». Snocciola numeri e vanta la Piattaforma Nazionale ideata per il monitoraggio delle liste di attesa: «Su dieci prestazioni sanitarie, otto sono erogate nei tempi previsti e due no: sono troppe, ma almeno ora sappiamo dove intervenire». Basterebbe come risposta il bollettino dello scorso luglio di AgeNaS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali): primi sei mesi del 2026 prestazioni totali salite +1.6mln a 14.9 milioni (8.4mln prime visite + 6.6mln esami diagnostici) da 13.3mln del primo semestre. Restano comunque 2.8mln di utenti che da gennaio a giugno 2026 hanno dovuto attendere tempi superiori al previsto con il 20% delle visite urgenti (da garantire entro 3 giorni) non effettuato nei tempi stabiliti per legge.

Se Atene piange, Sparta non ride

4 set 2026

Alternative für Deutschland ... anche per l'Europa ?

 Tra due giorni sono previste le elezioni nel Land tedesco della Sassonia-Anhalt. Il programma del partito di estrema destra (filonazista) AfD (Alternative für Deutschland), che mira a diventare il primo partito (sondaggi lo danno oltre il 40% rispetto alla CdU con circa il 20%), contiene 323 misure per trasformare scuola, immigrazione e sicurezza.

I principali punti riportano alla mente un passato sinistro (nel senso di infausto):

-  Fine delle politiche di inclusione: gli studenti con disabilità non potranno più frequentare le stesse scuole e le stesse classi degli altri bambini per non rallentare l’andamento delle lezioni, ma avranno istituti specializzati;

-  Sostituzione dell’obbligo scolastico con un generico obbligo di istruzione anche se a casa;

-  Cancellazione dei finanziamenti ai progetti della ‘scuola senza razzismo’ e creazione di classi speciali per i figli di rifugiati;

-  Rafforzamento dell’insegnamento del russo e degli scambi scolastici con la Russia;

-  Proposta di cancellazione del diritto costituzionale di asilo che diventerebbe una concessione dello stato.

-  Stop alle politiche di accoglienza degli immigrati e inizio di “offensiva di espulsione e remigrazione” con creazione di centri di detenzione in attesa di rimpatrio e eventualmente arresti domiciliari nelle strutture di accoglienza e braccialetti elettronici;

-  Ritorno in Germania dei lavoratori tedeschi emigrati all’estero e l'espulsione forzata degli stranieri che hanno l'obbligo di lasciare il Paese (ad hoc verrebbe creata una struttura da finanziare con i fondi oggi impiegati per l’integrazione) e programmi di ritorno volontario per gli immigrati irregolari;

-  “Introdurre una guardia civica volontaria” formata da comuni cittadini nel loro tempo libero a supporto della polizia;

-  La famiglia composta da padre, madre e figli viene proposta come modello da privilegiare. Stop alle “deviazioni sessuali” e agli stili di vita non riproduttivi. Divieto di menzionare le comunità LGBTQ+ e stop all’educazione sessuale nelle scuole;

-  La tv pubblica considerata parte di un sistema da ridimensionare. I finanziamenti culturali dovrebbero favorire opere capaci di contribuire alla costruzione di una “identità tedesca”;

-  Rivoluzione culturale: criticato il modernismo e il Bauhaus (scuola di arte e design, chiuso dal nazismo nel 1933). AfD vuole sostituire lo slogan regionale “Pensare moderno” con “Pensare tedesco”

-  Ricostruzione dei rapporti con la Russia.

Doomsday Clock è sempre a 85 secondi dalla mezzanotte … per adesso!

...io sono giorgia, ...

Domani 5/9 il governo meloni festeggerà il record di durata e probabilmente aprirà ufficialmente la campagna elettorale. La speranza è anestetizzare le critiche e  polarizzare l’attenzione degli italiani sui non-problemi che sono stati discussi negli ultimi mesi: legge elettorale, remigrazione e ceuta, clima e quant’altro possa fare dimenticare quanto succede o è successo veramente: costo carburanti, rincari e inflazione, salari fermi da decenni, sicurezza, sanità, peso specifico dell’ italia all’estero (trump l’ha scaricata e in eu gli altri leaders non la considerano)e infine la sconfitta al referendum del marzo scorso …

La posizione di giorgia meloni è stata garantita fino ad oggi da una opposizione ‘impalpabile’ (per non dire inesistente) da parte di pd e cinque stelle più occupati a litigare su primarie e candidato premier piuttosto che a rivolgere l’attenzione sull’insipienza del governo incapace di una riforma in quattro anni.

Ma adesso la situazione sta degenerando: salvini è di fatto commissariato dai leghisti del nord, tajani è sempre più malvisto da marina berlusconi e vannacci rischia di superare in voti sia la lega che forza italia con la possibilità che il centro destra (senza futuro nazionale) sia sotto il 42% e quindi senza premio di maggioranza. Per il momento si limita a mandare la Procura Militare di Roma ad avviare un’indagine sugli ufficiali che hanno aderito al partito di vannacci.

E’ quindi necessario anticipare le elezioni da ottobre 2027 a aprile-maggio (dopo il 18/4, of course! Per permettere ai parlamentari di maturare la pensione) e magari evitare l’election day con le amministrative (sindaci di Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna da eleggere), Mattarella permettendo.

Intanto è necessario affilare le armi per la lotta elettorale. In primis militarizzare la rai al motto “non facciamo prigionieri”. Da ultima geppi cucciari sostituita da nancy brilli in radio, prima di lei luigi crespi (ex spin doctor di casa berlusconi) che condurrà un nuovo programma di politica, claudia conte (ex amante di piantedosi) che condurrà un programma sugli animali su raiuno, nuovi vicedirettori schierati a destra a rai parlamento, salvo sottile promosso al posto di milo infantetraghettato a mediaset, antonino monteleone promosso al prime time del martedì, tommaso cerno confermato nel pomeriggio di rai2, fabrizio bracconieri (ex ragazzo della terza c) condurrà un programma tutto suo e roberto inciocchi avrà un nuovo talk il mercoledì lasciando il posto ad agorà a annalisa bruchi in area forza italia. Ovviamente sono riusciti a commissariare report e epurare sigfrido ranucci su consiglio del circolo meloniano composto dalla sorella arianna, da fazzolari e scurti e nonostante la contrarietà di crosetto e larussa (“Io ho detto tenetelo Ranucci perché qualunque inchiesta di Report adesso tutti capiranno che è una bufala, che Dio ce lo conservi”) che non volevano trasformare ranucci in un martire.

Restano da convincere gli italiani, già stanchi della situazione economica prevista in peggioramento: Tassi di interesse in aumento; Nomisma avverte che nei prossimi mesi i carburanti potrebbero andare sopra i 2.50 euro al litro e il prezzo del gas è atteso in rapida ascesa non appena i paesi asiatici cominceranno a comprare per l’inverno; VW progetta un taglio di 100mila posti lavoro entro i prossimi 10 anni (15% del totale) con chiusura di 4 impianti in germania e vendita (?) di seat.

“Io sono giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana” (roma, 19/10/2019)

2 set 2026

85 secondi a mezzanotte

Israele a Gaza e in Cisgiordania (ma anche Libano e Siria),USA tra Hormuz e Iran (ma non dimentichiamo Venezuela e Cuba), Ukraina e Russia. Sono i fronti di guerra aperti attualmente con la Cina a fare da spettatore (ma anche attore non protagonista, fornendo armamenti e finanziando Iran e Russia con l’acquisto di materie prime). Assisteremo prossimamente a Cina – Taiwan, a qualche colpo di testa della Corea del Nord? Oppure la Nato deciderà di fare un’azione di forza a Kalingrad (dopo avere già fatto una esercitazione imponente il 18 agosto scorso) per aprire un nuovo fronte per Putin che nel frattempo non si limita alla guerra in Ucraina ma ‘provoca’ apertamente i paesi della NATO.

La Germania accusa la Russia per l’attacco (fallito) con droni e esplosivo all’aeroporto cargo di Lipsia del 4 agosto e caccia l’ambasciatore da Berlino; Putin si sente ‘offeso’ e minaccia ritorsioni! Ieri è stato trovato esplosivo nei pressi della centrale elettrica di Jaenschwalde nel Brandeburgo: opera degli anarchici o dei russi? E chi ha inviato droni in Polonia (bruciata la WB Electronics, che realizza componenti per le bombe volanti lanciate sulla Russia), Romania, Estonia (incendio alla Milrem, leader mondiale nei robot terrestri da combattimento, da sempre al fianco di Kiev) e in Lettonia? E cosa vogliamo dire dell’esplosione della fabbrica d’armi a Colleferro e il rogo nei depositi della bulgara Emco, che dal 2014 riforniscono l'Ucraina di munizioni? E gli incendi del 2025 contro le proprietà (auto, case) del premier britannico Starmer?  Ricordiamo inoltre l’opera di disinformazione in atto da parte del Gru (servizi segreti russi) che potrebbe condizionare le future elezioni in Europa a partire da quelle tedesche che potrebbero portare alla vittoria di AdD in Sassonia domenica prossima con una seria opzione di maggioranza alle elezioni per il Bundestag. AfD che sostiene apertamente la fine degli aiuti a Kiev e il ripristino di legami con la Russia di Putin. E non dimentichiamo i legami tra la Russia con i francesi di Rassemblement National e con gli italiani della Lega Nord.

Se a tutto questo aggiungiamo che: a) la Germania ha varato una strategia che prevede una Bundeswehr (forze armate) più numerosa e tecnologicamente avanzata, con l’obiettivo di trasformarla nella più potente forza convenzionale del continente entro il prossimo decennio; b) il Giappone ha confermato la volontà di creare la sua prima vera agenzia di intelligence esterna dalla fine della Seconda guerra mondiale

Come disse Papa Francesco, l’attuale ‘guerra mondiale a pezzi’ ha analogie con quello che successe nel secolo scorso con la I e la II guerra mondiale. Pandemia di spagnola nel 1918 (Covid nel 2020), crisi economiche nel 1907, 1920-21 e 1929 (2008, 2010 e oggi inflazione e disoccupazione in crescita con Volkswagen pronta a licenziare fino a 100mila dipendenti con riflessi sull’economia tedesca e europea). Eravamo convinti che la globalizzazione avrebbe travolto e occidentalizzato Russia e Cina ma è avvenuto il contrario: occidente sempre più dipendente da gas russo e prodotti cinesi. Putin in Crimea nel 2014 e Donbass nel 2022 ha fatto come Mussolini in Etiopia e Hitler in Austria e Cecoslovacchia. L’unione europea continua invece a dormire tra infinite chiacchiere perché i governi non vogliono perdere una briciola di potere ‘sovrano’ ma sono incapaci di valutare il rischio che corrono: diventare la trincea per una guerra tra Trump e la Russia.

Doomsday Clock segna ora 85 secondi a mezzanotte !