26 mar 2026

Nordio, torna l'abuso d'ufficio ...

(ANSA) - BRUXELLES, 26 MAR - Il Parlamento europeo ha dato il via libera con 581 voti a favore 21 contrari e 42 astenuti alla direttiva anti corruzione. La direttiva stabilisce a livello Ue le fattispecie dei casi di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi Ue. Presente nella lista dei reati un articolo dedicato all'abuso d'ufficio definito "esercizio illecito di funzioni pubbliche" e su cui la direttiva chiede che gli Stati membri adottino le misure necessarie per fare in modo che "costituiscano reato determinate violazioni gravi della legge derivanti dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico"

(AGI) -Bruxelles, 26 mar. - "Con la nuova direttiva anticorruzione approvata in plenaria a Bruxelles, l'abuso d'ufficio rientra di fatto dalla porta principale, smentendo l'intera linea del governo Meloni che nel 2024 aveva scelto di abolire quel reato". Lo dichiara Sandro Ruotolo, eurodeputato e membro della segreteria del Partito Democratico (S&D).   

Approvata la direttiva anticorruzione a Bruxelles, ora l’Italia dovrà adeguarsi e “reintrodurre il reato d’abuso d’ufficio” che il governo Meloni ha smantellato. A dirlo, la stessa presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola: “Se vedo ai voti all’interno del Consiglio Ue, l’Italia ha votato a favore di queste regole. Quindi spero che la direttiva sia applicata”

https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20260323IPR38831/via-libera-alle-prime-norme-ue-anticorruzione 

... cosa dice Nordio ? 

25 mar 2026

"Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza"


 (ANSA) - ROMA, 24 MAR - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni "esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.  

24 mar 2026

Giorgia Meloni vs Chiara Ferragni

 

 
Tutto quanto v'è di buono, di grande e di bello nel mondo, è figlio del dolore. 
(Massimo d'Azeglio)
 
 



20 mar 2026

Umberto dixit

"Roma ladrona, la Lega non perdona"

“Noi esistiamo per dare voce a chi la voce non ce l’ha”.

"Dovete diffidare di quelli in cravatta. Peggio, quelli sempre in cravatta"

"Mai con i fascisti!"

"Mai mulà, tegn dür"

"Certo che se lì porti anche l’Africa... Ho visto solo un sacco di gente interessata ad essere mantenuta" (2018 - dopo Pontida)
"Avete sofferto quando avete visto cancellare l’identità della Lega. Ma ora serve un nuovo sogno, perché senza identità si muore. Alla Lega serve un nuovo leader, […] che vada nella direzione dell’autonomia, che rimetta al centro la questione settentrionale" (2022)
"Una notte, tanti anni fa, mi trovavo, verso le 3, in una pizzeria affianco di Bossi. Si parlava non solo di politica, ma anche di donne, amori, motori, che sono i discorsi dei ragazzi, […] quando gli feci improvvisamente una domanda a tradimento: “Umberto, tu sei più di destra o di sinistra?”. “Di sinistra, ma se lo scrivi ti faccio un culo così”. Va da sé che lo scrissi, anche se molti anni dopo" (Massimo Fini).
Addio Umberto ... ti ricorderemo sempre come l'oratore improvvisato per le vie di Brera o di piazza Cadorna (prima di andare a prendere il treno per Varese) nei primi anni '80. Prima che gli arruffapopolo portassero il movimento da un'altra parte !

 


Umberto Bossi (1941-2026)

CorSera - 20.03.2026 - Massimo Gramellini - Diranno che è stato il prototipo dei populisti, capace di interrompere in tv una disquisizione di De Mita sulle riforme istituzionali gridandogli «ma taches al tram!» Che era un barbaro rozzo - si presentava da Berlusconi in canotta - e furbacchione: da giovane usciva di casa con la borsa da medico perché la prima moglie lo credeva laureato in Medicina e invece passava le giornate al bar. Ricorderanno le battute razziste e le carnevalate spacciate per riti celtici, come l’ampolla del dio Po portata in processione dal Monviso a Venezia.
Eppure, per chi ha avuto la ventura di conoscerlo (e di aspettarlo fino alle 9 di sera per un’intervista fissata alle 3 del pomeriggio), Umberto Bossi era anche molto altro. Un politico modernissimo - rapido, tattico, istintivo - ma non privo di strategia. Un antifascista che si vantava di essere sceso in piazza contro Pinochet. Un Braveheart padano, così gli piaceva definirsi, che voleva trattenere le tasse sul territorio senza affidarle a «Roma ladrona». Uno che, se gli dicevi «Ponte», non pensava a quello sullo Stretto, ma a Ponte di Legno, il rifugio all’ombra dell’Adamello dove trascorreva Ferragosto. Un apostolo del federalismo che sognava la fine delle nazioni e l’avvento degli Stati Uniti d’Europa. L’esatto opposto del verbo sovranista insufflato nel corpaccione leghista da Salvini. 
Bossi ha assistito in silenzio alla trasformazione della sua creatura, forse per paura di distruggerla. Però chissà quante volte, in questi anni, avrà pensato: «Ma taches al tram