(ANSA) - ROMA, 24 MAR - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni "esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.
L'Eresiarca
25 mar 2026
"Fu vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza"
(ANSA) - ROMA, 24 MAR - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni "esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.
24 mar 2026
20 mar 2026
Umberto dixit
"Roma ladrona, la Lega non perdona"
“Noi esistiamo per dare voce a chi la voce non ce l’ha”.
"Dovete diffidare di quelli in cravatta. Peggio, quelli sempre in cravatta"
"Mai con i fascisti!"
"Mai mulà, tegn dür"
"Certo che se lì porti anche l’Africa... Ho visto solo un sacco di gente interessata ad essere mantenuta" (2018 - dopo Pontida)
"Avete sofferto quando avete visto cancellare l’identità della Lega. Ma ora serve un nuovo sogno, perché senza identità si muore. Alla Lega serve un nuovo leader, […] che vada nella direzione dell’autonomia, che rimetta al centro la questione settentrionale" (2022)
"Una notte, tanti anni fa, mi trovavo, verso le 3, in una pizzeria affianco di Bossi. Si parlava non solo di politica, ma anche di donne, amori, motori, che sono i discorsi dei ragazzi, […] quando gli feci improvvisamente una domanda a tradimento: “Umberto, tu sei più di destra o di sinistra?”. “Di sinistra, ma se lo scrivi ti faccio un culo così”. Va da sé che lo scrissi, anche se molti anni dopo" (Massimo Fini).
Addio Umberto ... ti ricorderemo sempre come l'oratore improvvisato per le vie di Brera o di piazza Cadorna (prima di andare a prendere il treno per Varese) nei primi anni '80. Prima che gli arruffapopolo portassero il movimento da un'altra parte !
Umberto Bossi (1941-2026)
CorSera - 20.03.2026 - Massimo Gramellini - Diranno che è stato il prototipo dei populisti, capace di interrompere in tv una disquisizione di De Mita sulle riforme istituzionali gridandogli «ma taches al tram!» Che era un barbaro rozzo - si presentava da Berlusconi in canotta - e furbacchione:
da giovane usciva di casa con la borsa da medico perché la prima moglie
lo credeva laureato in Medicina e invece passava le giornate al bar.
Ricorderanno le battute razziste e le carnevalate spacciate per riti
celtici, come l’ampolla del dio Po portata in processione dal Monviso a
Venezia.
Eppure, per chi ha avuto la ventura di
conoscerlo (e di aspettarlo fino alle 9 di sera per un’intervista
fissata alle 3 del pomeriggio), Umberto Bossi era anche molto altro. Un politico modernissimo - rapido, tattico, istintivo - ma non privo di strategia. Un antifascista che si vantava di essere sceso in piazza contro Pinochet. Un Braveheart padano, così gli piaceva definirsi, che voleva trattenere le tasse sul territorio senza affidarle a «Roma ladrona».
Uno che, se gli dicevi «Ponte», non pensava a quello sullo Stretto, ma a
Ponte di Legno, il rifugio all’ombra dell’Adamello dove trascorreva
Ferragosto. Un apostolo del federalismo che sognava la fine delle nazioni e l’avvento degli Stati Uniti d’Europa. L’esatto opposto del verbo sovranista insufflato nel corpaccione leghista da Salvini.
Bossi ha assistito in silenzio alla
trasformazione della sua creatura, forse per paura di distruggerla. Però
chissà quante volte, in questi anni, avrà pensato: «Ma taches al tram!»
12 mar 2026
Minculpop - versione 2.0
Repubblica e Il Fatto: dossier (o raccolte di articoli ?) contro Il Secolo XIX (e contro Genova24) che il governatore della Liguria Marco Bucci (centrodestra) fa preparare dallo staff della sua comunicazione da almeno un anno. E ieri pomeriggio il governatore Bucci, nella conferenza stampa convocata per l'occasione, parlando in veste istituzionale, ha detto di non aver mai mandato quei dossier all'editore Pierfrancesco Vago. Il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla dice che Bucci ha mentito, e può dimostrarlo in modo documentale.
Da un paio di mesi l'Ordine dei Giornalisti della
Liguria ha avviato un'istruttoria su alcuni dossier contro il Secolo
XIX. Dossier che contengono ritagli di articoli, estrapolazioni, commenti molto
critici per dimostrare che il Secolo
appoggia il centrosinistra. Soprattutto i dossier omettono le interviste e gli spazi dati al
centrodestra. Il capo dello staff di comunicazione Federico Casabella ha ammesso
che quei dossier li ha
confezionati lui con i suoi colleghi, sulla base di un accordo tra il governatore Bucci e il direttore Brambilla. Secondo lo staff del presidente Bucci, il quotidiano avrebbe mantenuto una linea editoriale fortemente sbilanciata a favore della candidata del centrosinistra Silvia Salis, in competizione con il candidato del centrodestra, già Sindaco reggente, l’avvocato Pietro Piciocchi.
Al netto della eventuale diffamazione, di cosa si tratta realmente ? Dossieraggio ? Moral suasion / pressioni sul giornale ?
Se tre indizi fanno una prova ...
- i giornalisti che hanno subito un'attività di spionaggio o di illecita intercettazione dallo spyware Graphite di Paragon: un giornalista europeo accertato da Citizen Lab che ha chiesto di rimanere anonimo, Cancellato e Pellegrino di Fanpage, la blogger Eva Vlaardingerbroek, e il fondatore di Dagospia Roberto D'Agostino.
- giornalista di Report Sigfrido Ranucci, vittima di un attentato a casa sua nell'ottobre 2025
- irruzione di un centinaio di manifestanti il 28 novembre 2025 nella sede del quotidiano La Stampa, in occasione dello sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro e a difesa dell'informazione libera, democratica e plurale
- fuori onda del 19.08.2025 anticipato da La Stampa nel corso del vertice sull'Ucraina tra i leader europei, Trump e Zelensky: la premier si è rivolta a Donald Trump dicendo “Io non voglio mai parlare con la stampa italiana”.
(Treccani) Minculpop
(abbreviazione di Ministero della Cultura Popolare) è stato un
dicastero del governo italiano durante il regime fascista, attivo dal
1937 al 1944. Controllava capillarmente la stampa, la radio, il cinema e
la cultura, imponendo la propaganda fascista
Iscriviti a:
Commenti (Atom)


