15 mag 2026

Mario Draghi: un uomo chiamato Europa

Il discorso integrale di Mario Draghi, ad Aquisgrana

Signor Sindaco Dr. Ziemons, Cancelliere Merz, Primo Ministro Mitsotakis, Presidente Laschet, Presidente Lagarde, Illustri premiati degli anni precedenti, Eminenze ed Eccellenze, Gentili ospiti, Signore e Signori,

Non fingerò che ciò che attende l'Europa sia facile. La tensione cui è sottoposto il nostro continente è profonda e si fa più pesante di mese in mese. Ma questo non è solo un momento di pericolo. È anche un momento di rivelazione. Perché le forze che oggi mettono alla prova l'Europa stanno compiendo qualcosa che decenni di pace e prosperità non sono riusciti a fare: stanno spingendo gli europei a riconoscere, ancora una volta, ciò che hanno in comune e ciò che sono disposti a costruire insieme. 

Questo dovrebbe darci fiducia. Dovrebbe anche renderci lucidi riguardo alla portata del compito che ci attende. Dal 2020, gli shock esterni si sono susseguiti uno dopo l'altro, ciascuno aggravando il precedente e restringendo ulteriormente lo spazio per l'esitazione. Stiamo ancora assorbendo i dazi da parte del nostro principale partner commerciale, a livelli senza precedenti da un secolo a questa parte. Da ultimo, la guerra in Medio Oriente ha riportato l'inflazione nelle nostre economie e l'ansia nelle nostre famiglie. Anche quando lo stretto di Hormuz riaprirà, le fratture inferte alle catene di approvvigionamento potrebbero estendersi per mesi o anni.

amichettopoli: game, set, match !


 

Gli Internazionali d’Italia di Tennis a Roma segnano un nuovo record storico: già venduti 397.915 biglietti (393.671 nel 2025) e mancano ancora semifinali e finale. Verranno superati i 90 milioni di euro di fatturato (erano 6mln nel 2002). A livello record la vendita di biglietti: 43000 biglietti in un solo giorno; dal botteghino sono stati incassati in totale 35.5 milioni. Altri 30 milioni derivano dalle partnerships dove BNL BNP Paribas è main sponsor. Altri 15 milioni dai diritti TV gestiti da ATP Media (8% posseduta da FITP) e per il merchandise ci pensano le opere di Sinner, Darderi e soci che percepiscono in cambio il 25% del giro d'affari (ca. 25mln) totale tra montepremi e profit-sharing.

Si comprende perché Madrid e Miami hanno venduto la gestione dei Master1000 a una finanziaria statunitense per oltre 1 miliardo di dollari. E spiega perché la Federazione Italiana Tennis e Padel si tiene stretta la gestione delle ATP Finals di Torino (licenza trentennale vincolata al rispetto di standard infrastrutturali) e del Master1000 di Roma, con l'impegno a investire 60milioni di euro per coprire il campo centrale entro il 2028, facendolo diventare un impianto polifunzionale da 12500 posti a partire dal 2028 e capace di generare oltre 20 milioni di euro di ricavi aggiuntivi annui.

Insomma, un ricco bouquet che ha risvegliato gli appetiti degli 'amichetti'. Lasciato il calcio al gruppo dei nostalgici (La Russa, Lotito ecc.), il tennis è diventato terreno di conquista di 'Sport e Salute (azienda pubblica partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, dedicata allo sviluppo dello sport, alla promozione dell'attività fisica e dei corretti stili di vita. Presidente Marco Mezzaroma di Fratelli d'Italia), società nata nel 2025 con il Decreto Sport che con una mano aumentava il prezzo di affitto del Foro Italico a 15milioni annui, mentre con l'altra 'comprava' la gestione del Master con un contratto di 4+4 anni con ricavi ripartiti al 50% tra FITP e SeS. Gestione affidata al dipartimento marketing di Sport e Salute, guidato da Giuseppe DeMita, figlio di Ciriaco, ex PD-UdC ora FdI e amico del governo Meloni. Il governo inoltre, con un ricatto da 100milioni di euro in cinque anni (grazie all'articolo 9 del Decreto Sport, comma 7 bis: “Qualora la Federazione italiana tennis e padel rinunci ad avvalersi delle risorse di cui al comma 6, non si applicano le disposizioni dei commi da 1 a 7”. In sostanza se la Federazione rinuncia ai poco meno di 100 milioni di euro di contributo statale in cinque anni, allora lo Stato rimarrà fuori dalla gestione dell’evento) entra anche nella ricca gestione delle Finals. 

Tutto ciò con la speranza che il tennis, o forse basta il solo Sinner, continui a macinare successi e visibilità

13 mag 2026

coincidenze ? non credo proprio ... (varopoli)

 https://www.dagospia.com/sport/flash-ci-facevano-stamane-all-hotel-parco-dei-principi-roma-presidente-473891

FLASH! - CHE CI FACEVANO STAMANE ALL’HOTEL "PARCO DEI PRINCIPI" DI ROMA IL PRESIDENTE DELL’INTER, BEPPE MAROTTA, INSIEME AL SUO AVVOCATO ANGELO CAPELLINI IN COMPAGNIA DELL’AVVOCATO DELLA FIGC, GIANCARLO VIGLIONE, BRACCIO DESTRO DELL’EX PRESIDENTE GRAVINA…CHIAMATO APPENA IERI DALLA PROCURA MILANESE PER L’INCHIESTA RELATIVA AGLI ARBITRI CHE COINVOLGE PROPRIO LA SQUADRA NERAZZURRA? AH, SAPERLO...

 

21 apr 2026

Spioni di tutta Italia, unitevi !

 Dalla nota dei carabinieri del Ros:

“Il quadro investigativo induce a ritenere che il gruppo si attivi, per finalità di profitto, su richiesta di committenti che hanno interesse ad influenzare settori della politica e dell'imprenditoria e che realizzi, anche su sollecitazione di altri sodali, report e dossier contenenti informazioni abusivamente e illecitamente raccolte, "nascoste" sotto forma di notizie giornalistiche (…)

Avrebbero inoltre eseguito, dietro compenso corrisposto per ogni singolo intervento, attività di fraudolenta interruzione di intercettazioni telefoniche/telematiche e di installazione di dispositivi per la captazione fraudolenta di conversazioni private (…)

Da ultimo, le indagini hanno permesso di acquisire elementi, da un lato, circa presunti progetti finalizzati a raccogliere nelle mani di una sola holding l’intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni di conversazioni telefoniche, tra presenti e telematiche, e, dall’altro, circa rivelazioni dell’esistenza di specifici atti d’indagine nell’ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso.”

Interessanti questi anni: dopo Equalize compare la squadra Fiore e ancora si parla di commistioni con i servizi segreti e imprenditori vari. Nulla di nuovo sotto il sole del 2026, solo l'ennesimo rigurgito di una Italia in putrescenza dove politici e imprenditori guardano al proprio interesse e a quello dei propri sodali per il mantenimento del potere.

Una menzione in questo scandalo: ritroviamo indagato Giuliano Tavaroli, ex manager della sicurezza Telecom-Pirelli.  Lo avevamo lasciato nel 2003 implicato con il rapimento di Abu Omar da parte della CIA con l’appoggio dei servizi italiani e poi nel 2006 con lo scandalo Telecom – Sismi per avere realizzato dossier illegali su politici, imprenditori, gente di spettacolo e di sport (famosa l’incursione di Tavaroli in Calciopoli per conto di Tronchetti e Moratti e altrettanto risaputo che preparò un dossier su Moggi che probabilmente fece partire il caso nel 2006). Dossier ad uso e consumo del suo datore di lavoro? Mai saputo … Tavaroli è stato condannato a 4 anni e mezzo ma non ha aperto bocca. E dopo vent’anni rieccolo qua! Sarebbe interessante cercare il trait d’union tra tutti i casi citati e magari scoprire di chi Tavaroli è stato la longa manus nel 2003, nella primavera del 2006 e infine nel 2026 … ai posteri l’ardua sentenza !

31 mar 2026

Nes­sun rischio (e nes­sun futuro)

Nes­sun rischio (e nes­sun futuro) 
Ecco per­ché l’Italia non sa cre­scere 
Di Fer­ruc­cio de Bor­toli (Corriere della Sera 31.03.2026)

Gal­leg­giare nello sta­tus quo, con­ser­vare anzi­ché inno­vare, l’inte­resse cor­po­ra­tivo che pre­vale su quello nazio­nale. E il futuro? Da temere non da con­qui­stare. È il sen­ti­mento pre­va­lente dell’Italia delle tribù descritto, senza alcuna pietà, in modo diretto, chiaro, nell’ultimo sag­gio di Vero­nica De Roma­nis. Inti­to­lato, un po’ alla Edgar Allan Poe, L’eco­no­mia della paura (Mon­da­dori). Di che cosa si tratta? È ormai invalsa un’abi­tu­dine tutta Italiana, bipar­ti­san, di creare arti­fi­cial­mente un nemico, vero o imma­gi­na­rio, per poi lucrare sul con­senso offrendo pro­te­zione anzi­ché cre­scita. I frutti che matu­rano a medio ter­mine fini­scono per non avere valore poli­tico. Ci vuole troppo tempo. Un inganno col­let­tivo. Noi Italiani, anziani e ancora in larga parte bene­stanti, gra­zie ai risparmi accu­mu­lati dalle gene­ra­zioni del Dopo­guerra, stiamo per­dendo la voglia, o meglio la fame di com­pe­tere, di com­bat­tere (in senso figu­rato) per miglio­rare la nostra con­di­zione eco­no­mica e sociale. Ci affi­diamo sem­pre di più allo Stato che avanza in eco­no­mia a dispetto di un governo dichia­ra­ta­mente libe­rale. Cre­diamo addi­rit­tura che esi­sta un benes­sere di cit­ta­di­nanza. Ada­giati sulla pre­sunta ine­lut­ta­bi­lità di sus­sidi e incen­tivi (che vanno spesso a chi non ne ha biso­gno). La cre­scita è iner­ziale. «Nell’eco­no­mia della paura — scrive De Roma­nis — ci si con­cen­tra solo sulla mera distri­bu­zione delle risorse dispo­ni­bili». È una forma di ras­se­gna­zione, come a dire la torta da divi­dere è que­sta. Nes­suno pensa che sia un dovere repub­bli­cano (e morale) quello di farla cre­scere. Per chi verrà dopo.