12 mar 2026

Minculpop - versione 2.0


Repubblica e Il Fatto: dossier (o raccolte di articoli ?) contro Il Secolo XIX (e contro Genova24) che il governatore della Liguria Marco Bucci (centrodestra) fa preparare dallo staff della sua comunicazione da almeno un anno. E ieri pomeriggio il governatore Bucci, nella conferenza stampa convocata per l'occasione, parlando in veste istituzionale, ha detto di non aver mai mandato quei dossier all'editore Pierfrancesco Vago. Il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla dice che Bucci ha mentito, e può dimostrarlo in modo documentale.
Da un paio di mesi l'Ordine dei Giornalisti della Liguria ha avviato un'istruttoria su alcuni dossier contro il Secolo XIX. Dossier che contengono ritagli di articoli, estrapolazioni, commenti molto critici per dimostrare che il Secolo appoggia il centrosinistra. Soprattutto i dossier omettono le interviste e gli spazi dati al centrodestra. Il capo dello staff di comunicazione Federico Casabella ha ammesso che quei dossier li ha confezionati lui con i suoi colleghi, sulla base di un accordo tra il governatore Bucci e il direttore Brambilla.  Secondo lo staff del presidente Bucci, il quotidiano  avrebbe mantenuto una linea editoriale fortemente sbilanciata a favore della candidata del centrosinistra Silvia Salis, in competizione con il candidato del centrodestra, già Sindaco reggente, l’avvocato Pietro Piciocchi.
Al netto della eventuale diffamazione, di cosa si tratta realmente ? Dossieraggio ? Moral suasion / pressioni sul giornale ? 
Se tre indizi fanno una prova ...
  1. i giornalisti che hanno subito un'attività di spionaggio o di illecita intercettazione dallo spyware Graphite di Paragon: un giornalista europeo accertato da Citizen Lab che ha chiesto di rimanere anonimo, Cancellato e Pellegrino di Fanpage, la blogger Eva Vlaardingerbroek, e il fondatore di Dagospia Roberto D'Agostino.
  2. giornalista di Report Sigfrido Ranucci, vittima di un attentato a casa sua nell'ottobre 2025
  3. irruzione di un centinaio di manifestanti il 28 novembre 2025 nella sede del quotidiano La Stampa, in occasione dello sciopero nazionale dei giornalisti per il rinnovo del contratto di lavoro e a difesa dell'informazione libera, democratica e plurale

  4. fuori onda del 19.08.2025 anticipato da La Stampa nel corso del vertice sull'Ucraina tra i leader europei, Trump e Zelensky: la premier si è rivolta a Donald Trump dicendo “Io non voglio mai parlare con la stampa italiana”.


(Treccani) Minculpop (abbreviazione di Ministero della Cultura Popolare) è stato un dicastero del governo italiano durante il regime fascista, attivo dal 1937 al 1944. Controllava capillarmente la stampa, la radio, il cinema e la cultura, imponendo la propaganda fascista

State buoni, se potete ! (L'Italia è un verminaio)


 E meno male che Mattarella aveva chiesto “rispetto istituzionale”!

Durante la seduta del 5 marzo, il presidente del Senato Ignazio La Russa si è fatto sfuggire un commento sprezzante e un insulto nei confronti di due parlamentari. Dopo aver definito "interventone" il discorso del 5 Stelle Ettore Licheri, La Russa chiede a chi gli è accanto: "Come si chiama quel coglione che continua a urlare?". Quando gli fanno il nome del senatore del Partito Democratico Antonio Nicita, il presidente del Senato prosegue: "Nicita abbiamo apprezzato il suo intervento". (https://www.la7.it/intanto/video/la-russa-insulta-in-aula-un-senatore-pd-come-si-chiama-quel-coglione-11-03-2026-636596?amp)

(Adnkronos) 09.03.2023 - Roma. "Il presidente La Russa ha cercato telefonicamente il senatore Nicita, senza mai trovarlo. Ha parlato con il capogruppo del partito democratico Boccia, al quale, in attesa di poter parlare con il senatore ha presentato le sue scuse. Il presidente si è detto dispiaciuto, non ricorda l'evento specifico e nemmeno se l'epiteto fosse rivolto realmente al senatore Nicita, comunque gli chiede scusa, se così è stato interpretato. Quello del presidente era un borbottio rivolto a sé stesso, che purtroppo è stato intercettato dal microfono rimasto aperto. Il presidente La Russa ha sempre avuto un ottimo rapporto con il senatore siciliano Nicita, con il quale condivide alcune amicizie". Lo sottolinea il portavoce del presidente del Senato, Emiliano Arrigo

(Adnkronos) 09.03.2026 - Ignazio La Russa, presidente del Senato, querela Tomaso Montanari, rettore dell'Università per Stranieri di Siena per la frase pronunciata durante un intervento pubblico a Firenze sulle ragioni del No al referendum “Volete avere ancora come padre e madre i costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Iotti o preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida … Comprereste una Costituzione usata e manomessa per questi banditi? Io no ed è per questo che voto ‘no'” 

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E per non farsi mancare niente:

Carlo Nordio al Mattino di Padova (19.02.2026):
"I magistrati iscritti all'Anm sono il 97% - ha detto - una percentuale bulgara. Perché se non ti iscrivi non fai carriera. E quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto e viceversa. Se non ha un 'padrino' è finito, morto". "Il sorteggio rompe questo meccanismo 'paramafioso', questo verminaio correntizio", "un mercato delle vacche".

Giusi Bartolozzi a Telecolor: "Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura. Sono plotoni di esecuzione" e aggiunge: «Ho un procedimento in corso, se vince il no scappo dall'Italia» 

Carlo Nordio un anno fa: «Questa riforma non influisce sull'efficienza della giustizia e sui tempi dei processi»

Gelli jr: «Questo referendum è il segno della lungimiranza di mio padre»

Nino Di Matteo (magistrato) è sicuro che i mafiosi voteranno sì.

Nicola Gratteri: - vuoi mai che recuperasse il sì - aveva arruolato, tra i sostenitori della riforma, indagati, imputati - ovvero innocenti fino al terzo grado di giudizio - massoneria deviata e centri di potere.

Cesare Parodi (presidente Anm): «quanto ci farebbero comodo due magistrati morti in questo periodo».

Mantovano (FdI): «Dalla riforma dipende la tenuta democratica del paese»

Gratteri: "Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete".

10 mar 2026

Meloni, tra propaganda e realtà !

 " Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti" (Ettore Petrolini)


(Corsera 10.03.2026) Accise mobili e controlli sui prezzi - L’ipotesi del decreto anti rincari - Il pacchetto allo studio del governo. Giorgetti: l’Ue adotti misure straordinarie come nel 2022 - (...) Ecco perché l’esecutivo sta pensando a un decreto legge con il meccanismo delle accise mobili, soluzione analoga al contenuto dell’emendamento al decreto Bollette presentato ieri dalla Lega in commissione Attività produttive della Camera. Tra le proposte di modifiche al dl Bollette figura inoltre quella del Pd, che intende ricorrere alle accise mobili per contenere anche i rincari del gas. Governo e opposizione puntano, dunque, sull’automatismo che utilizza parte dell’extra gettito iva generato dai rincari dei carburanti per limare, almeno in parte, le accise (su ogni litro di benzina o gasolio le imposte pesano per 0,67 euro, a cui si aggiunge poi l’iva al 22%). Difficile che lo sconto alla pompa vada oltre i 10 centesimi, molto dipenderà dai tecnici del Tesoro che in queste ore cercano le coperture (...)

La legge di Bilancio e il Dlgs 43/2025, ha riformato il Testo unico sulle accise (Tua). Dal 01/01/2026 le accise su benzina e gasolio sono state allineate a circa 0,67 euro al litro con un aumento dell'accisa sul gasolio di circa 4,05 centesimi/litro e una riduzione di quella sulla benzina di circa 1,5 centesimi Su queste accise si applica anche l’Iva al 22%. Nel complesso la componente fiscale vale circa il 55-60% del prezzo alla pompa. Il riallineamento genererà 552 milioni di euro di maggiori entrate per lo Stato.

Nel marzo 2022, subito dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il governo Draghi optò per un taglio lineare delle accise, riducendole di 22 centesimi al litro. Oggi una misura così non è nemmeno in programma.

E comunque è la stessa Meloni che in un video del 2019, chiedeva l’abolizione delle accise sul carburante. All’epoca la leader di Fratelli d’Italia inscenava un finto rifornimento per sottolineare come la maggior parte dei soldi pagati per la benzina finissero nelle casse dello Stato in tasse (https://www.youtube.com/watch?v=w6UfnnyJ3lw)


Nel settore dell’energia elettrica e del gas naturale non cambiano le aliquote, ma muta profondamente la gestione del tributo. La riforma distingue tra usi domestici e non domestici, rafforzando la necessità di una corretta qualificazione dei consumi e di una tracciabilità più puntuale. Le nuove modalità dichiarative – obblighi mensili e dichiarazioni semestrali – avvicinano le accise all’Iva, introducendo un sistema più tempestivo e coerente, fondato su consumi effettivi e maggiore equità. È un’evoluzione che si inserisce nel quadro armonizzato europeo e accompagna la transizione energetica con strumenti fiscali più trasparenti.

La morale che dal 01/01/2026, per il primo trimestre, la componente energia della tariffa del servizio di maggiore tutela (fornitura di energia elettrica a condizioni economiche e contrattuali stabilite dall'Autorità, che può essere scelta esclusivamente dai clienti domestici vulnerabili in alternativa al mercato libero) è:

Fascia1:   EUR 0,13721 /kwh
Fascia2-3: EUR 0,13770 /kwh

Fascia F1: dalle 8 alle 19 nei giorni dal lunedì al venerdì, escluse le festività nazionali; Fascia F23: dalle 19 alle 8 nei giorni dal lunedì al venerdì e tutte le ore dei giorni di sabato, domenica e festività nazionali.(https://www.arera.it/consumatori/valori-della-materia-energia-per-il-servizio-di-maggior-tutela)

Praticamente, dopo averci per anni pregato di effettuare i consumi nelle ore notturne (fascia23) per permettere una migliore gestione della distribuzione nelle ore di punta, promettendo un risparmio economico, hanno reso questa categoria di consumi la piu cara !

2 mar 2026

crosetto and the place he wants to be ...


il ministro della difesa crosetto volato venerdi 27//2 a Dubai
crosetto ha dichiarato che era a dubai per impegni privati: nel pomeriggio di domenica Il Quotidiano di Puglia scriveva sul proprio sito che avrebbe raggiunto la moglie e i figli a dubai, per un matrimonio, assieme ad altri amici; notizia che dopo qualche ora scompare «perché era invenzione pura», spiega crosetto   
venerdi sera il ministro è andato a cena con l’ambasciatore italiano negli Emirati Lorenzo Fanara 
domenica da dubai crosetto si è spostato, sotto scorta, in auto a mascate (oman) distante circa 500 km e nel pomeriggio è rientrato in italia con un aereo militare gulfstream g550.

crosetto dichiara di avere bonificato al comando del 31° stormo di ciampino un “importo triplo” rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di stato, «per mia scelta».      
il Fatto Quotidiano rivela che crosetto ha pagato cinquemila euro per una tratta che di solito ne costa 1.500 (con aereo a pieno carico ? o per volo in solitaria ?). secondo dati ufficiali del 2025 riportati sul sito della presidenza del consiglio, per missioni istituzionali del governo, un singolo volo di stato in italia costa in media 28000 euro a tratta.

Quesito 1: quanto ha pagato crosetto per il volo ?

Quesito 2: perché l’italia non organizza il rimpatrio anche per gli altri italiani a dubai ?

Quesito 3: è vero che germania, francia e anche la polonia sapevano in anticipo dell’attacco americano all’iran ? perché trump non ha avvisato la sua “amica” giorgia ?

27 feb 2026

stabilicum ... ossia porcellum al cubo.

dopo porcellum, rosatellum è l'ora dello stabilicum ... 
 
La proposta di riforma della legge elettorale (3 articoli, 43 pagine) è stata depositata dalla coalizione di maggioranza (fdi, lega e fi) alla camera e al senato ieri, Prevede un "premio di governabilità" (70 deputati e 35 senatori) da assegnare alla coalizione che supera il 40% dei consensi, facendogli ottenere una maggioranza massima di 230 deputati alla camera e 114 senatori a palazzo madama, pari al 57% circa del parlamento.
Se nessuno schieramento raggiungesse la soglia del 40%, il premio (70+35) sarebbe distribuito proporzionalmente. Se entrambe le coalizioni siano tra il 35% e il 40% (senza superarlo), ci sarebbe un ballottaggio. In nessun caso la maggioranza potrà superare il 60%.

Cancellati i collegi uninominali, che fino a ieri eleggevano 1/3 dei parlamentari, si tornerebbe al proporzionale con i listini bloccati e senza preferenze. 
Nessun nome del candidato premier sulla scheda elettorale ma solamente indicato nei programmi elettorali sottoscritti dalle coalizioni e presentati al presidente della repubblica.
Soglia di accesso in parlamento prevista al 3%