10
giugno 2026 - Auditorium della Conciliazione a Roma, Assemblea Generale di
Confcommercio. Intervento di
Giorgia Meloni: "Questa non è la repubblica delle banane, qui si
rispettano le regole, come ricordava il presidente Sangalli non c'è mercato
senza regole, non ci sono imprese sane e non c'è crescita”
"Non intendiamo fermarci, vogliamo fare di più per ridurre il carico
fiscale sul ceto medio". "Altri parlano di tassare il patrimonio,
noi lavoriamo perché gli italiani possano ambire ad avere patrimonio dopo
decenni di sacrifici" ha aggiunto.
Torna sulla lotta contro "il fenomeno odioso" delle attività apri e
chiudi, ovvero "quelle attività molto spesso gestite da extracomunitari
che eludono il fisco aprendo e chiudendo in breve tempo, non pagando le
tasse".
"Noi abbiamo un'emergenza che si chiama giovani generazioni, la capacità
di offrire maggiori e ulteriori opportunità alle energie migliori che abbiamo,
e dall'altra parte la necessità di ribaltare l'emergenza demografica, una dei
più grandi problemi economici”. Confcommercio
è "una delle colonne del sistema Italia, uno dei motori più identitari e
dinamici dell'economia della nostra nazione" "Come ricordava il
presidente Sangalli - ha aggiunto - siete una forza di popolo, che nasce dal
basso".
10 giugno 2026 - L’Ufficio parlamentare di bilancio presenta, nella Sala del Refettorio della Camera dei deputati (Palazzo del Seminario), il Rapporto sulla politica di bilancio 2026. Il documento analizza l’evoluzione dell’economia e della finanza pubblica, quale contributo al confronto istituzionale e alla valutazione degli impatti delle principali politiche economiche e di bilancio (https://www.upbilancio.it/wp-content/uploads/2026/06/Sintesi-Rapporto-2026_web.pdf). Secondo la presidente Lilia Cavallari, l'accresciuta progressività dell'imposta sulle persone fisiche, unita all'ampliamento della flat tax ha infatti "accentuato le disparità di trattamento tra le varie tipologie di reddito e allontanato l'obiettivo di graduale perseguimento dell'equità orizzontale previsto dalla delega per la riforma fiscale". Il tutto in un Paese che resta ai minimi Ue per fedeltà al fisco e in cui "permangono livelli elevati di evasione dell'Irpef da lavoro autonomo". L'Upb riconosce comunque lo sforzo sul fronte dei conti pubblici e i risultati ottenuti anche nei giudizi delle agenzie di rating grazie all'approccio prudente del governo. Una linea che va mantenuta, guardando soprattutto alla necessità di ridurre il debito pubblico. Lo shock energetico potrebbe rappresentare un rischio in questo senso, così come il piano di privatizzazioni previsto nel Dfp, che valo lo 0,8% del Pil e dal quale dipende gran parte della discesa del rapporto debito-Pil nel 2027.
10
giugno 2026 - indagine della Procura di Roma per corruzione di giudici della
Corte dei Conti per "condizionare le loro scelte" nel dossier sul
Ponte dello Stretto. Oltre all'ex presidente aggiunto della Corte
dei Conti, Tommaso Miele - anche l'avvocato Francesco Saccomanno già componente
del cda della società Stretto di Messina Spa e dal 2021 al 2024 commissario
della Lega in Calabria, e l'imprenditore Vincenzo Virgiglio, indicato come
responsabile delle relazioni esterne dell'associazione "Accademia
Calabria". Proprio questi ultimi due avrebbero tentato di avvicinare
almeno altri due giudici per tentare di avere altre 'talpe' all'interno del
tribunale contabile e in particolare nel collegio che doveva occuparsi dei
controlli di legittimità sull'iter di approvazione della delibera del Cipess,
il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo
Sostenibile relativo all'infrastruttura.
Scrive Marcello Sorgi ieri su “La Stampa” – “Finalmente s'è capito perché sul
finire dell'anno scorso, nelle stesse settimane in cui partiva la campagna per
il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati che avrebbe
segnato il 22 marzo di quest'anno la prima, vera sconfitta del centrodestra
nelle urne, il governo s'impegnò con tutte le sue forze per far approvare la
riforma della Corte dei Conti. Tanto da farne la legge numero 1 del 2026 e
chiudere in Parlamento la partita cominciata a fine ottobre con il pronunciamento
dei magistrati contabili contro le procedure adottate per il Ponte sullo
Stretto”.
P.S. – Giorgia Meloni è presidente del consiglio dal 22 ottobre 2022 ed ha la maggioranza dei voti sia al Senato (115/200) che alla Camera dei Deputati (237/400).