1 set 2026

la polvere sotto il tappeto della serie A !

 Come un’azienda sulla via del fallimento che anziché migliorare il prodotto si affida alla gestione creativa: dopo avere nascosto sotto il tappeto dell’oblio (anzi della archiviazione) le polveri delle tre mancate qualificazioni ai mondiali, di arbitropoli e della commistione ‘ndrangeta-club, Lega Calcio serie A pensa a racimolare nuovi denari. Non bastava lo specchietto per le allodole della ‘lotta alla pirateria’ per giustificare il drastico calo di abbonamenti e le tariffe in costante aumento delle piattaforme. Prima si sono inventati il fantacalcio con i voti in sovraimpressione durante le partite su dazn. Ultima in ordine di tempo la campagna ‘true data’ che promuove il gioco d’azzardo ma solo se le piattaforme di betting utilizzano i dati ufficiali prodotti dalla stessa Lega Serie A.

Quindi, nonostante il decreto dignità vieti la pubblicità del gioco d’azzardo e le semi-serie reprimende ai calciatori (ma solo alcuni) sorpresi a scommettere ad oggi ci ritroviamo società di betting come sponsor sulle maglie delle squadre di calcio, spot sulle tv e messaggi sui social neanche troppo occulti. Da ultimo si aggiunge la Lega Calcio Serie A che, con le parole dell’ad De Siervo “Nel betting […] la qualità e l’affidabilità del dato sono un elemento imprescindibile. Con ‘True Data’ vogliamo ribadire con chiarezza che dietro ogni dato ufficiale c’è un sistema certificato e verificabile, e che il suo utilizzo commerciale deve avvenire nel rispetto delle regole e dei diritti di chi quel dato lo produce” E ancora: “Riguarda anche la tutela dello scommettitore. Nel betting, e soprattutto nel live betting, precisione, tempestività e affidabilità dell’informazione sono fondamentali”, ha dichiarato De Siervo. E lo slogan: “Se i dati non sono ufficiali, la tua scommessa è meno sicura“.

Come a dire che fino ad oggi i dati e quindi i risultati delle scommesse non erano sicuri ???

 

Comunicato Stampa dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli  (31/08/2026)

Nel corso dell’attuale giornata di campionato di Serie A di calcio, la Lega di Serie A ha mandato in onda, sulle principali reti televisive che trasmettono le partite del massimo campionato italiano, la campagna “True data” che, con il malinteso obiettivo di difendere l’autenticità del dato statistico relativo alle partite, manda un messaggio errato, fuorviante e, potenzialmente, foriero di danni alle entrate erariali legate alla raccolta del gioco pubblico da parte dei concessionari di Stato.

Il claim finale della campagna, infatti, recita “Se i dati non sono ufficiali, la tua scommessa è meno sicura” ingenerando nell’utenza dubbi sulla sicurezza, liceità e correttezza delle scommesse pubbliche.

La campagna, inoltre, paradossalmente, creando una immediata consequenzialità fra telecronaca della partita di calcio e scommessa, costituisce una indiretta promozione del gioco, vietata dalla legge, su cui vigila l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sottolinea che tutte le scommesse offerte sul territorio nazionale dai concessionari, ai quali sono attribuite dallo Stato specifiche funzioni di gestione e controllo del gioco legale, sono assolutamente sicure e certificate, in quanto raccolte sotto la vigilanza dell’Agenzia, unico soggetto in Italia deputato al controllo e alla regolamentazione del gioco pubblico.

I risultati dei singoli eventi sportivi su cui vengono raccolte le scommesse pubbliche sono poi certificati dai concessionari sulla base di dati pubblici ufficiali e delle più importanti e rigorose fonti d’informazione.

Le funzioni di controllo della legalità delle scommesse spettano, dunque, esclusivamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che esercita le proprie prerogative attribuitegli dalla legge e non delegabili né assumibili da alcun ente organizzatore privato.

Mettere in dubbio la sicurezza delle scommesse pubbliche offerte da tutti i concessionari di Stato (e solo da loro) ingenera confusione e incertezza nell’utenza con il rischio di danni per l’intero sistema concessorio e, quindi, per l’erario e determina la percezione di un parallelismo fra gioco non sicuro e gioco illegale, con un possibile spostamento dell’utenza verso piattaforme di raccolta di gioco irregolari.

Si ribadisce che la raccolta delle scommesse in Italia tramite i concessionari autorizzati dallo Stato è pienamente sicura e certificata e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è custode della certezza del dato utilizzato. Qualsiasi errata rappresentazione da parte di altri soggetti che possa avere ripercussioni e conseguenze sulla raccolta, ma anche sulla fiducia nell’utenza nel sistema pubblico esistente, non può essere accettata, e, pertanto, l’Agenzia, per il proprio ruolo istituzionale di garante della legalità, agirà nelle sedi opportune per richiedere l’interruzione della campagna.

 Ecco la reprimenda dello Stato ... ma nessuno che chiede le dimissioni di DeSiervo ? 

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