31 mag 2024

... quelli dell'INTER "tengono famiglia"

 

Dago traduzione dell'articolo di Irene Garcia Perez, Giulia Morpurgo e Dorothy Ma per https://www.bloomberg.com - Estratti

Subito dopo aver acquistato l’Inter nel 2016, il miliardario cinese Zhang Jindong incaricò suo figlio di 24 anni, Zhang Kangyang, anche conosciuto come Steven, di gestire una delle squadre di calcio più famose d’Italia. Due anni dopo, l' Ex analista di M&A presso Morgan Stanley, venne nominato presidente dei nerazzurri. Oltre a sostenere il club nelle partite in tutta Europa, Zhang divenne anche un habitué degli eventi sociali più esclusivi in Italia, dalle gare di Formula 1 alle sfilate.

Il mese scorso avrebbe dovuto essere il suo coronamento. Il 22 aprile, l'Inter vince il suo 20esimo scudetto battendo gli odiati rivali cittadini del Milan. Ma Steven era assente, come era stato tutto l'anno, in parte a causa di un caso di bancarotta di Hong Kong. È stato l'ultimo trofeo di Steven per l'Inter. Un mese dopo, Suning ha perso il controllo dell'Inter dopo essere stato inadempiente su un prestito concesso da Oaktree Capital Management.

Suning ha acquistato circa il 70% della società nerazzurra Nel 2016 per 270 milioni di euro.

Suning è stato uno dei principali sponsor dell'Inter, con 260 milioni di euro di ricavi provenienti da entità cinesi – equivalenti a un quarto delle vendite totali – tra il 2017 e il 2019 da accordi di sponsorizzazione regionali. Ma quando sono iniziati i problemi finanziari per Suning, i soldi hanno smesso di arrivare anche a Milano. Dopo la pandemia, il club non è nemmeno riuscito a pagare gli stipendi ai suoi giocatori.

Dopo che l'Inter ha faticato a trovare un acquirente nel 2021, Oaktree è intervenuto con un prestito di 275 milioni di euro, con una pesante cedola del 12% e con la proprietà del club come garanzia. Se l'Inter venisse finalmente venduta, la Oaktree riceverebbe una parte dei profitti, secondo una persona a conoscenza della questione.

Tuttavia, i problemi di Suning continuavano. Zhang e suo figlio sono stati citati in giudizio dalla China Construction Bank nell'agosto 2021 per recuperare un debito di 255 milioni di dollari. Zhang ha sostenuto che le sue firme, che apparivano sull'accordo di debito e sulla sua garanzia personale, erano state falsificate. Hanno perso la causa. La Corte d'Appello di Milano ha confermato la sentenza del tribunale di Hong Kong.

Nonostante il successo in campo, l’Inter ha continuato a perdere soldi, mentre le banche d’investimento tra cui Raine Group e Goldman Sachs hanno faticato a trovare un valido acquirente.

Nell'anno fiscale terminato il 30 giugno 2023, l'Inter ha registrato una perdita netta di 85 milioni di euro, rispetto a una perdita di 140 milioni di euro dell'anno precedente. Un buon cammino in Champions League, un’intelligente politica di trasferimento e nuovi contratti di sponsorizzazione con Paramount+ ed eBay hanno contribuito a contenere le perdite. Tuttavia, secondo i documenti della società, le perdite dell’Inter sotto la proprietà di Suning hanno raggiunto oltre 650 milioni di euro. Zhang valeva circa 6 miliardi di dollari quando acquistò l'Inter nel 2016. L'acquisizione da parte di Oaktree ha spazzato via la fortuna di Zhang, secondo il Bloomberg Billionaires Index.

Nonostante la disastrosa situazione finanziaria di Suning, la valutazione dell’Inter è cresciuta a dismisura, spinta in parte dalle sue prestazioni in campo e dal boom globale degli asset sportivi. Il valore aziendale dell’Inter è compreso tra 1,36 e 1,49 miliardi di euro, secondo Andrea Sartori, fondatore e amministratore delegato della piattaforma dati Football Benchmark. Da quando la sua società ha iniziato a monitorare le valutazioni delle squadre di calcio nel 2016, quella dell’Inter è cresciuta di oltre il 200%, battuta solo da Tottenham Hotspur e Paris Saint Germain.

"L'Oaktree ha fatto un buon affare perché ha preso il controllo di un club che vale molto di più delle sue passività", ha detto Sartori. Le sfide di Oaktree saranno quelle di raggiungere la sostenibilità finanziaria senza perdere terreno in campo e trovare un eventuale acquirente per il club.

"Siamo orgogliosi che il nostro finanziamento abbia contribuito a sostenere i successi del Club negli ultimi tre anni e non vediamo l'ora di lavorare a stretto contatto con l'attuale team dirigenziale per sfruttare lo slancio della storica seconda stella", ha dichiarato Oaktree in una dichiarazione sul sito dell'Inter lunedì. “Per questo motivo, siamo concentrati nel garantire la stabilità operativa e finanziaria per contribuire a garantire un successo costante al Club dentro e fuori dal campo”.

Per ora, l'Oaktree intende mantenere l'allenatore Simone Inzaghi e gran parte dell'attuale dirigenza, secondo quanto riferito da fonti locali. “Il futuro è piuttosto luminoso”, ha detto Sartori. L’Oaktree cambierà sicuramente la composizione del consiglio, ma non credo che cambieranno la gestione del club ai massimi livelli perché ha operato molto bene ed è uno dei più esperti in Italia”.

 

IL DEBITO DELL’INTER
Da repubblica.it - Estratti

Una linea ininterrotta parte dal triplete e arriva alla seconda stella dell’Inter. È il debito che le proprietà del club si sono passate come un testimone nella staffetta: da Moratti a Thohir fino a Zhang. Ora tocca a Oaktree.

E i debiti, come i problemi, se non li elimini crescono. Il bond da 415 milioni quotato a Lussemburgo che grava oggi sull’Inter è stato emesso nel 2022 per ripagare quello da 300 milioni del 2017, che rimborsava un finanziamento da 230 milioni concesso nel 2015.

A monte, il buco lasciato dal calciomercato nell’ultimo periodo di Mancini allenatore e nel biennio di Mourinho. Che sono anche i primi anni del fair play finanziario Uefa.

 

CASO LION ROCK  (Tuttosport)

Nel passaggio di proprietà da Zhang a Oaktree , c'è una parte che lascia perplessi molti osservatori

Tutti sanno che Steven Zhang non è più proprietario dell'Inter. L'aveva data in pegno per un prestito di 375 milioni (interessi compresi) e se l'è vista sfilare dieci giorni fa per non essere stato in grado di restituirlo. E fin qui niente di strano, visto che l'accordo con Oaktree, il fondo americano che aveva prestato i soldi e ora è proprietario dell'Inter, era chiaro fin dall'inizio. Meno chiaro è il ruolo di Lion Rock, un altro fondo di investimento che era entrato nell'Inter il 18 febbraio 2019 acquisendone il 31%. Ora, anche quel 31% del club nerazzurro è stato escusso da Oaktree, senza che il fondo se ne fosse lamentato o avesse fatto azioni (strano, visto che perdeva un capitale a fronte di una mancanza altrui, ovvero di Zhang).

Inter-Lion Rock, la violazione delle regole Figc

A complicare lo scenario è stata poi una dichiarazione di un portavoce di Lione Rock che il 22 maggio all'agenzia internazionale Reuters ha dichiarato che, in realtà, Lion Rock era uscita dall'Inter nel 2021. Notizia che non è stata confermata dall'Inter e sulla quale Oaktree non ha commentato. Ma quale potrebbe essere il problema? Il fatto che l'Inter avrebbe dovuto segnalare l'eventuale uscita di Lion Rock alla Covisoc nel 2021, ammesso che in quella data Lion Rock fosse davvero uscito. Mentire sulla composizione della proprietà è, infatti, una violazione delle regole della Figc. Attualmente, non c'è un fascicolo aperto in Procura Federale, ma dicono che la Figc stia attenzionando la vicenda.

 

MORATTI
Da sportmediaset.mediaset.it

Massimo Moratti di nuovo alla guida dell'Inter? Un'ipotesi che fa sognare i tifosi nerazzurri e che l'ex presidente, pur ammettendo tutte le difficoltà, non si sente di escludere a priori. "Rivedremo i Moratti all’Inter? Non la vedo facile. Ma non lo escludo. Può darsi - ha detto in una intervista al settimanale 'Oggi' - Mia moglie mi chiede tutte le sere se ho ricomprato l’Inter. E io devo trovare sempre una scusa nuova per giustificarmi".

 


https://www.youtube.com/watch?v=UbTXDsCQkRE

“CONFESSIONE" DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI MILANO, ROIA: "FOLTA COLONIA NERAZZURRA A PALAZZO DI GIUSTIZIA. IO, TIFOSO INTERISTA ANSIOSO

I tifosi di Juventus e Milan, ma anche molti addetti ai lavori, si interrogano sul perchè la Procura di Milano non abbia ancora aperto un'indagine sulla misteriosa e nebulosa situazione societaria dell'Inter. I più maliziosi sostengono che mai potrà essere aperta un'inchiesta da una Procura che ha come capo un magistrato dichiaratamente tifoso sfegatato dei nerazzurri, con tanto di gagliardetti appesi in ufficio.

Ma nelle ultime ore, gli stessi tifosi sospettosi, hanno riesumato e diffuso sui social e sui canali youtube, un'intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica da Fabio Roia, Presidente Vicario del Tribunale di Milano, che al pari del suo collega magistrato Marcello Viola non ha nascosto la sua forte fede nerazzurra, confessando in più come a Palazzo di Giustizia ci sia una colonia interista.

Ecco un estratto con le sue dichiarazioni rilasciate esattamente l'8 giugno 2023, a ridosso della finale di Champions League persa dai nerazzurri contro il Manchester City:

"Istanbul? Volevo andare, ma ha prevalso il senso di rimanere, e non è scusa, ma la verità. In questo periodo in tribunale ci sono molte cose da fare, ma sono in Turchia con cuore".

Nel 2010 ha detto che era a Madrid, in che zona del Santiago Bernabeu?

"Una tribuna laterale, grosso modo accanto alla tribuna autorità. Uno stadio bellissimo, una notte meravigliosa e il ritorno alle sei del mattino con il charter e poi a San Siro ad aspettare la squadra, con la coppa portata dal figlio di Massimo Moratti. Unica ombra - noi interisti siamo belli, trasparenti, olimpici, ma purtroppo in noi c'è anche un filo di sadomasochismo - l'addio di Mourinho, che nella notte stessa ci ha lasciato".

Lei che tipo di tifoso è?

"Molto ansioso, nella settimana del doppio derby di Coppa avevo addosso, prima delle partite, una tensione mostruosa. Sono un tifoso che sente la partita e se va male, resta male per due giorni. Consigli nelle chiacchiere da bar, su chi mettere in campo e in che posizione, ne do, come tutti i tifosi, ma la fiducia prevale".

E ha amici interisti?

"Palazzo di giustizia ha una folta colonia di magistrati e personale amministrativo di fede interista, questo lo rende più piacevole. E anche molti giornalisti sono interisti".

E con gli amici milanisti, che pure avrà, oggi si trova a parlare di calcio? È in pace?

"Se devo dire la verità, sono spariti tutti dopo i due derby, e spero continuino a non esserci. Voglio loro bene, ma spero non si facciano vivi nella notte tra sabato e domenica, perché sarebbe solo in "quel" caso".

Che cosa le piace di più dell'Inter?

"Una sua caratteristica speciale, e cioè aver avuto presidenti che sono persone perbene calate nella società. La proiezione verso l'internazionalità, il calcio visto come un fattore per togliere i bimbi dalle favelas o dal disagio o dal degrado, mettere la persona al centro è particolare dell'interismo. Ed è caratterizzato da varie esperienze. Ho avuto la fortuna di conoscere tutti i nostri presidenti, anche Ivanoe Fraizzoli, quando facevo il giornalista sportivo...".

9 giu 2023

Inter Milan, Facing Painful Reckoning, Tries to Live in the Now

 Inter made the Champions League final with Italy’s oldest squad and its highest debts. Whatever happens in Istanbul cannot stop the financial squeeze to come.

Rory Smith reported from Milan and Tariq Panja from London.

June 8, 2023

Barely six weeks ago, Inter Milan defender Milan Skriniar was lying in a hospital bed in France, recovering from spinal surgery. A lumbar issue had been bothering him for some time and, reluctantly, he had decided that endoscopic intervention was required. He had not played a second of competitive soccer since the early days of March, nor has he played since.

Yet when Internazionale names its team for the Champions League final against Manchester City on Saturday — the club’s most significant game in 13 years — Skriniar will, in all likelihood, be among the available substitutes.

His teammate Henrikh Mkhitaryan, the veteran Armenian midfielder, has not played for three weeks after picking up an injury in Inter’s semifinal win against A.C. Milan.

His treatment began immediately: His thigh strain was being addressed even as the celebrations of that victory unspooled around him. Mkhitaryan has not yet been given medical clearance to train with his teammates. Still, there is a decent chance that he will be named in the starting lineup for the biggest game club soccer has to offer.

Manchester City, the overwhelming favorite to win this season’s Champions League, arrives in Istanbul best represented by Erling Haaland: a perfectly tuned, purpose-built machine, running smoothly, silently, an irresistible masterpiece of engineering.

Inter, on the other hand, is best represented by the likes of Skriniar and Mkhitaryan: It is a team that is creaking, straining, pushing at the outer limits of its ability, an avatar for a patched-up, jury-rigged sort of a club that is held together, these days, by little more than bandages and hope.

There have, certainly, been less likely Champions League finalists than Inter, one of the great old names of European soccer: Bayer Leverkusen in 2002, perhaps, or Monaco a couple of years later, or even Tottenham in 2019. Few, though, made it to the game’s grandest showcase against a background of such uncertainty.

It is not just that Simone Inzaghi, the club’s coach, presides over the oldest squad in Italy, a team in which the focal point of the attack — Edin Dzeko, 37 — might regard the cornerstone of the defense, the 35-year-old Francesco Acerbi, as a youthful ingénue.

Nor is it simply that, for as much as half of the team, this may be the final hurrah in an Inter jersey: Skriniar is one of 11 players whose contracts will expire, or whose loan spells will end, at the close of the current season. That reality has left the club facing the prospect of having to restock its squad almost from scratch.

Inter, though, has far graver concerns about its future. In 2016, Suning, the Chinese retail conglomerate, paid $307 million to take a 70 percent stake in Inter, a deal that was — at the time — seen as the spearhead of China’s sudden, lavish and state-approved investment in European soccer. The new ownership would, in theory, finance Inter’s return to the game’s head table. The team’s training facility would be upgraded. So, too, would the club’s offices. And, of course, the players would follow.

Suning’s ownership has not, on the field, been disastrous. In 2021, Inter won its first Italian title in more than a decade. Inzaghi has subsequently added the Coppa Italia, both this season and last, to the club’s honors. Inter has become something of a mainstay of the Champions League; it made the round of 16 last year, and has reached the final this time.

That relative return to success, though, has come at a cost. Inter is the most indebted club in Italy; according to its most recently published accounts, its total liabilities run at around $931 million. In the last two years for which information is available, it recorded losses of almost $430 million, leading to punishment from European soccer’s governing body. It fined the club 4 millions euros (about $4.3 million) for breaching fiscal controls last year, and it has threatened a bigger penalty (26 million euros, or roughly $28 million) if it does not get its finances in order.

Inter has been caught in a sort of rolling financial crisis for several years, thanks to the combined impact of the coronavirus pandemic, the dwindling support of the Chinese state for investing in European soccer and, most notably, Suning’s own troubles.

In 2021, the conglomerate had to accept a $1.36 billion bailout, financed in part by local government, in the face of its spiraling debts. The same year, it permanently closed its Chinese team, Jiangsu Suning, months after it secured the title, citing the need to focus exclusively on its core retail business. Last year, Steven Zhang, the 32-year-old son of Suning’s founder who serves as Inter’s president, was held liable for $255 million of debt and defaulted bonds in a Hong Kong court.

If Inter has been shielded from the worst of the fallout — it continues to exist; its players still get paid — then it has suffered at least some collateral damage. Suning has been engaged, for years, in efforts to cut costs: In 2021, Antonio Conte, the coach who delivered the Serie A title, stepped down when it became clear that many of the players who had delivered the trophy would have to be sold.

Inter’s two most valuable assets, the forward Romelu Lukaku, now returned to the club on loan, and the defender Achraf Hakimi, left anyway. To save its investment, Suning secured a $294 million loan from Oaktree Capital, a California-based asset management firm, to help with the club’s running costs.

Ever since, Inter’s days of plenty have receded further and further into the past. This season, it spent several months playing without a sponsor on the front of its jersey, a significant and ordinarily reliable source of income for all of Europe’s major teams, after DigitalBits, a cryptocurrency firm, failed to make scheduled payments on its $80 million agreement.

On Saturday, Inter’s jerseys will instead bear the logo of Paramount+, the streaming service that broadcasts both Serie A and the Champions League in the United States. The arrangement is the product of a last-minute deal reportedly worth $4.5 million. For the same fee, Paramount’s branding will appear on the backs of Inter’s jerseys next season.

That sum, though, does not begin to address Inter’s problems. The loan to Oaktree is due next May. With interest, the total sum to be repaid stands at around $375 million. The revenue from Inter’s unexpected run in the Champions League will certainly help with that, but so, too, would acquiescing to another fire sale of talent.

If the club cannot meet its obligations, Suning will automatically cede control of the club to its creditor. “Paying a debt at the level of interest that the club is paying Oaktree is not sustainable,” Ernesto Paolillo, the club’s former general manager, said last month. “Steven Zhang won’t be able to export capital from China and nor will he be able to cover the debt with other resources. He will have no choice but to default on the agreement and sell the club to them.”

“It’s not our plan,” Oaktree’s managing director, Alejandro Cano, said in March, when asked if the firm’s intention was to take control of the club. “We want to work as excellent partners and offer support. But who knows?”

Suning reportedly has opened talks with Oaktree to extend the loan, but it has also started exploring another possibility: an outright sale. Zhang has twice denied that Inter is on the market, insisting last October that he was not “talking with any investors” and reasserting in April that he had “not had talks with anyone.”

In September 2022, though, the boutique investment bank Raine — the firm that handled the sale of Chelsea to Todd Boehly and Clearlake and which is currently overseeing the Glazer family’s efforts to divest itself of Manchester United — won the mandate to seek new ownership for Inter.

Several parties have expressed an interest in buying the club, according to executives with knowledge of the talks who insisted on anonymity to discuss the sensitive discussions. A handful, largely drawn from the United States and including both private families and equity investors, have been given a tour of Inter’s facilities and a broad rundown of its accounts.

So far, though, there has been one major sticking point: the cost. Suning values the club at around $1.2 billion, not coincidentally the exact amount that RedBird Capital Partners paid to buy A.C. Milan last year. Given the realities of Inter’s financial position, nobody has yet been willing to bite.

That has left Inter in purgatory. In negotiations, the club remains defiant: Those who have worked on transfers with Inter in recent months have noted that at no point have its executives pleaded poverty. The club retains an undeniable, undimming appeal, too. Lautaro Martínez, its World Cup-winning striker, was presented with a chance to leave last summer but chose to reject it, so settled did he feel in the city and at Inter itself.

Pride, though, does not pay the bills. There have been times when cash has been in such short supply that the club has not been up-to-date on its share of the payments for the architects and designers working on the stadium it is intending to build, together with A.C. Milan, not far from San Siro.

Inter, perhaps, cannot afford to think about the future now. It arrives in the Champions League final battered and bruised, taped and strapped, aging and fading. There is a chance — slim, but a chance nonetheless — of glory in the immediate present. What it means, where it goes from here, can wait for another day.

 

Rory Smith is The Times’s chief soccer correspondent, based in Britain. He covers all aspects of European soccer and has reported from three World Cups, the Olympics, and numerous European tournaments. @RorySmith

Tariq Panja covers some of the darker corners of the global sports industry. He is also a co-author of “Football’s Secret Trade,” an exposé on soccer’s multibillion-dollar player trading industry. @tariqpanja

23 mag 2023

Mion: "Nel 2010 seppi che il Morandi era a rischio crollo".

Mion: "Nel 2010 seppi che il Morandi era a rischio crollo". 

Il comitato vittime: "Come ha fatto a stare zitto?"

L'ex Ad della holding dei Benetton Edizione al processo per il crollo: 'Non ho fatto nulla ed è il mio grande rammarico'. Tomasi: 'Spea inaffidabile, 6mila difetti in gallerie liguri'

ANSA GENOVA  

"Emerse che il ponte aveva un difetto originario di progettazione e che era a rischio crollo.

Chiesi se ci fosse qualcuno che certificasse la sicurezza e Riccardo Mollo mi rispose 'ce la autocertifichiamo'.

Non dissi nulla e mi preoccupai. Era semplice: o si chiudeva o te lo certificava un esterno. Non ho fatto nulla, ed è il mio grande rammarico". Lo ha detto Gianni Mion ex Ad della holding dei Benetton Edizione, ex consigliere di amministrazione di Aspi e della sua ex controllante, Atlantia, al processo per il crollo del Ponte Morandi. Mion lo ha detto riferendosi ad una riunione del 2010, ovvero otto anni prima del crollo, a cui parteciparono l'Ad di Aspi Giovanni Castellucci, il direttore generale Riccardo Mollo, Gilberto Benetton, il collegio sindacale di Atlantia e, secondo il ricordo del manager, tecnici e dirigenti di Spea. Dopo queste frasi, l'avvocato Giorgio Perroni, che difende l'ex direttore del Primo tronco di Autostrade, Riccardo Rigacci, ha chiesto di sospendere l'esame di Gianni Mion e di indagarlo. Rigacci è indagato insieme ad altre 58 persone. L'esame di Mion è andato avanti e i giudici hanno detto che si riservano sulla richiesta avanzata da Perroni. 

Mion, ebbi la sensazione che nessuno controllasse nulla. Il sistema di controllo era al collasso, il ministero non c'era 
 "Fu fatto un errore da parte di Aspi quando acquistò Spea, la società doveva stare in ambito Anas o del ministero, doveva rimanere pubblica. Il controllore non poteva essere del controllato". Lo ha detto Gianni Mion all'audizione al processo per il crollo del Morandi riferendosi ai controlli. Dopo le intercettazioni e il crollo nella galleria Bertè (A26, il 30 dicembre 2019, ndr), ha aggiunto, "avevo la sensazione che nessuno controllasse nulla. La mia idea è che c'era un collasso del sistema di controllo interno e esterno, del ministero non c'era traccia. La mia opinione, leggendo ciò che emergeva, è che nessuno controllasse nulla"

In aula Roberto Tomasi, attuale amministratore delegato di Autostrade, sentito come teste nel corso del processo, ha detto: "Nel 2020 abbiamo visto un incremento dei coefficenti di rischio anche di oltre il 200% rispetto a quelli rilevati da Spea mentre nel 2019 era del 50%". Spea era la società controllata da Aspi che si occupava della sorveglianza. Tomasi ha parlato del cambio di passo di Aspi dopo il suo arrivo come amministratore delegato e direttore generale di Aspi. "Dall'inizio del mio mandato, nel febbraio 2019, come Ad del gruppo Aspi, ho messo tutto il mio impegno per attuare un grande piano di trasformazione aziendale, rinnovando il management e cambiando radicalmente le modalità di monitoraggio e manutenzione della infrastruttura, anche grazie all'adeguamento delle normative che ci ha consentito di rafforzare la nostra azione. Attualmente il piano prosegue a pieno regime su tutta la rete nazionale. Il cambio di passo aziendale è un elemento riconosciuto anche in questa sede". "Il livello di degrado della rete era sostanzialmente peggiore di quanto era emerso da ispezioni di Spea. Nel 2019 si era partiti con la verifica di 33 opere con due società esterne poi si è passati a 66. Ma vedendo la non omogeneità dei punteggi abbiamo esteso i controlli a tutta la rete".

Con l'arrivo di Tomasi come amministratore delegato e direttore generale di Aspi aumentarono i lavori di manutenzione sulla rete autostradale. "Sulle attività di ammodernamento e manutenzione investimmo molto, in particolare il capitolo su gallerie e viadotti", ha sottolineato nel corso del suo esame. Il pubblico ministero ha mostrato in aula le slide che l'ad aveva portato nel corso delle indagini e che mostravano un incremento da 264 a 769 milioni tra il 2017 e il 2021, tra quota base e piano straordinario. Quest'ultimo comprende anche il restyling di gallerie e ponti. Tomasi ha spiegato come, dopo l'esautoramento di Spea e l'affidamento delle ispezioni a società esterne, siano stati "trovati in tutta la rete 27 mila difetti, con diverse gradazioni di gravità, non segnalati da Spea, 6 mila nelle sole gallerie della Liguria. La ritenemmo poco affidabile". 

Il comitato vittime del ponte Morandi: come ha fatto Mion a rimanere zitto?

"Mi chiedo come si possa stare zitti quando si hanno tra le mani informazioni di gravità come questa e come certe persone possano dormire sonni tranquilli". Egle Possetti, presidente del comitato ricordo vittime del ponte Morandi, commenta così le parole di Gianni Mion, l'ex Ad della holding dei Benetton, Edizione, che oggi in aula ha ammesso di essere stato a conoscenza del rischio crollo del ponte sin dal 2010. "Se fossi stata al suo posto e avessi saputo lo stato delle infrastrutture non sarei stata zitta e avrei fatto il diavolo a quattro e avrei anche fatto in modo che il problema emergesse. Speriamo che qualcuno paghi".