2 set 2026

che brutto clima ... !!

Il riscaldamento globale sta portando la modifica del colore del pianeta. Oltre alle emissioni di gas serra in atmosfera, considerati dalla comunità scientifica i principali responsabili della crisi climatica, c’è un altro elemento che sta modificando il bilancio energetico del pianeta e che da qualche tempo cattura l’attenzione degli scienziati: la Terra si sta facendo più scura e sta perdendo parte della sua capacità naturale di riflettere la luce solare verso lo spazio. Tecnicamente si chiama riduzione dell’albedo terrestre (capacità della Terra di riflettere i raggi solari), un cambiamento osservato dai satelliti della Nasa e che potrebbe contribuire ad accelerare il riscaldamento globale.

Nonostante l’appello del mondo scientifico, non mancano gli scettici (!) in tutto il mondo:

Donal Trump   22/09/2025 alle Nazioni Unite "This 'climate change,' it's the greatest con job ever perpetrated on the world, in my opinion", “All of these predictions made by the United Nations and many others, often for bad reasons, were wrong. They were made by stupid people that have cost their countries fortunes and given those same countries no chance for success. If you don't get away from this green scam, your country is going to fail."

E Italia il 26/06/2026 Ignazio La Russa “Ci abitueremo al clima caraibico, non vuol dire che moriremo”. Il presidente del Senato è solo l’ultimo di una serie di scettici che hanno rilasciato dichiarazioni negli anni: Matteo Salvini: “Fa caldo, è luglio”, Lucio Malan dopo l’alluvione che colpì l’Emilia-Romagna: “tutto già visto”, Maurizio Gasparri, “temperature di 45 gradi ci sono sempre state, immaginare la fine della storia è sbagliato”, Claudio Borghi secondo cui il caldo in Sicilia dipende dalla posizione delle centraline di rilevazione …  Giorgia Meloni nel marzo 2023: “Gli italiani non hanno scelto un governo di pericolosi negazionisti climatici” “Riteniamo che si debba tenere un approccio pragmatico e non ideologico”.  Il pragmatismo è in ribasso, intanto nel mondo si susseguono alluvioni, trombe d’aria e grandinate sempre più frequenti con danni economici e perdita di vite umane incalcolabili.

Riporta WWF che a novembre 2025, nel corso della COP30, è stato siglato il primo documento internazionale volto a contrastare la disinformazione e il negazionismo sul cambiamento climatico e a promuovere la diffusione di dati accurati e basati su evidenze scientifiche. Dieci Paesi, tra cui Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Uruguay, hanno firmato alla COP30 una Dichiarazione sull’integrità dell’informazione climatica. La dichiarazione, sostenuta dalle Nazioni Unite e dall’Unesco, stabilisce una serie di impegni comuni per garantire la qualità delle informazioni ambientali, finanziando ricerche e programmi di formazione, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. L’Italia non ha sottoscritto la dichiarazione. A maggio 2025 la Commissione europea ha evidenziato come il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) dell’Italia abbia al suo interno gravi carenze rispetto agli obiettivi climatici europei e alle raccomandazioni già formulate nel 2023. La valutazione conferma come l’Italia si mostri inadempiente, recependo solo parzialmente le indicazioni di Bruxelles e mancando l’occasione di colmare davvero le profonde lacune già emerse nella versione preliminare del piano. Anche sull’adattamento l’Italia è al palo: non solo non ha nemmeno avviato l’attuazione del Piano nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici approvato alla fine del 2023, ma nella legge di Bilancio in discussione in Parlamento risultano ulteriormente tagliati i fondi per affrontare il dissesto idrogeologico. Tutto questo mentre invece l’azione dell’esecutivo si concentra su progetti inutili, dannosi e costosi come il Ponte sullo Stretto di Messina, non a caso recentemente bocciato dalla Corte dei conti. Più in generale il WWF denuncia come il governo sembri deciso a ritardare il più possibile le azioni contro la crisi climatica in nome di un falso pragmatismo che rischia di danneggiare non solo il contrasto alla crisi climatica, ma la stessa competitività economica del Paese. Da quando il governo si è insediato abbiamo visto molte barriere e un forte rallentamento dello sviluppo delle energie rinnovabili, la soluzione per sostituire la causa del problema, cioè i combustibili fossili. (https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/emergenze/italia-sottacqua-governo)

Il Premio Nobel 2021 per la Fisica Giorgio Parisi denuncia un atteggiamento rinunciatario della politica che nasce «soprattutto dal senso di colpa: mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi per non dover riconoscere gli errori di valutazione fatti in passato».  Illuminante la soluzione prospettata: “…se uno sta al camposanto, sotto un metro di terra, non sente tanto caldo. Quindi, alla fine lì ci si abitua".


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