Come un’azienda sulla via del fallimento che anziché migliorare il prodotto si affida alla gestione creativa: dopo avere nascosto sotto il tappeto dell’oblio (anzi della archiviazione) le polveri delle tre mancate qualificazioni ai mondiali, di arbitropoli e della commistione ‘ndrangeta-club, Lega Calcio serie A pensa a racimolare nuovi denari. Non bastava lo specchietto per le allodole della ‘lotta alla pirateria’ per giustificare il drastico calo di abbonamenti e le tariffe in costante aumento delle piattaforme. Prima si sono inventati il fantacalcio con i voti in sovraimpressione durante le partite su dazn. Ultima in ordine di tempo la campagna ‘true data’ che promuove il gioco d’azzardo ma solo se le piattaforme di betting utilizzano i dati ufficiali prodotti dalla stessa Lega Serie A.
Quindi, nonostante il decreto dignità vieti la pubblicità del gioco d’azzardo e le semi-serie reprimende ai calciatori (ma solo alcuni) sorpresi a scommettere ad oggi ci ritroviamo società di betting come sponsor sulle maglie delle squadre di calcio, spot sulle tv e messaggi sui social neanche troppo occulti. Da ultimo si aggiunge la Lega Calcio Serie A che, con le parole dell’ad De Siervo “Nel betting […] la qualità e l’affidabilità del dato sono un elemento imprescindibile. Con ‘True Data’ vogliamo ribadire con chiarezza che dietro ogni dato ufficiale c’è un sistema certificato e verificabile, e che il suo utilizzo commerciale deve avvenire nel rispetto delle regole e dei diritti di chi quel dato lo produce” E ancora: “Riguarda anche la tutela dello scommettitore. Nel betting, e soprattutto nel live betting, precisione, tempestività e affidabilità dell’informazione sono fondamentali”, ha dichiarato De Siervo. E lo slogan: “Se i dati non sono ufficiali, la tua scommessa è meno sicura“.
Come a dire che fino ad oggi i dati e quindi i risultati delle scommesse non erano sicuri ???