27 feb 2026

stabilicum ... ossia porcellum al cubo.

dopo porcellum, rosatellum è l'ora dello stabilicum ... 
 
La proposta di riforma della legge elettorale (3 articoli, 43 pagine) è stata depositata dalla coalizione di maggioranza (fdi, lega e fi) alla camera e al senato ieri, Prevede un "premio di governabilità" (70 deputati e 35 senatori) da assegnare alla coalizione che supera il 40% dei consensi, facendogli ottenere una maggioranza massima di 230 deputati alla camera e 114 senatori a palazzo madama, pari al 57% circa del parlamento.
Se nessuno schieramento raggiungesse la soglia del 40%, il premio (70+35) sarebbe distribuito proporzionalmente. Se entrambe le coalizioni siano tra il 35% e il 40% (senza superarlo), ci sarebbe un ballottaggio. In nessun caso la maggioranza potrà superare il 60%.

Cancellati i collegi uninominali, che fino a ieri eleggevano 1/3 dei parlamentari, si tornerebbe al proporzionale con i listini bloccati e senza preferenze. 
Nessun nome del candidato premier sulla scheda elettorale ma solamente indicato nei programmi elettorali sottoscritti dalle coalizioni e presentati al presidente della repubblica.
Soglia di accesso in parlamento prevista al 3%

20 feb 2026

la squadra degli onesti ...

https://www.theguardian.com/football/2026/feb/17/they-were-like-bombs-helenio-herreras-little-white-pills-kept-inters-players-buzzing

In an extract from his book, Richard Fitzpatrick reveals in the early 1960s the grand Italian club was equipped for doping like ‘a small hospital’


T
he quantity of drugs floating around the campus at Inter in the early 1960s meant the club was equipped like “a small hospital”, to borrow an expression used about the doping culture at Juventus in the 1990s. Inter’s coach Helenio Herrera – or “HH”, as he was known in the world of football – used the players on the youth team as “guinea pigs” for his drug experiments, according to Ferruccio Mazzola, who was on the books at Inter’s academy at the time (and a younger brother of Sandro Mazzola, one of the team’s star players).
“I can describe the effects of those white tablets,” he wrote in a confessional memoir. He said he couldn’t sleep after taking HH’s pills. The hallucinations left him like a fish thrown up on the bank of a river. “I was shaking all over. I looked like an epileptic. I was scared. Also, the effect lasted for days and was followed by a sudden, tremendous tiredness.”

He said a lot of players were reluctant to take them. Taking advice from senior players, they hid them under their tongues and spat them out in the toilet. But it was hard to dupe HH. “Herrera didn’t let himself be played so easily: he dissolved them into coffee, checking as much as possible in person that we took the medicine before the game.”

Mafia, Antimafia e dirigenza Inter


Roberto Saviano - Instagram (19/02/2026) 
"Quando sento politici navigati dire che il calcio è solo calcio, oppure che un cartellino è solo un cartellino, penso siete seri o ci state prendendo in giro? 
Dopo il mio post sulla dirigenza dell'Inter, la conseguenza delle controversie sorte durante la partita Inter-Juve,  del 14 febbraio scorso, è intervenuto il senatore Walter Verini in qualità di coordinatore del comitato ultrà e criminalità in commissione antimafia. 
Proprio per questo suo ruolo, solo per questo, ho deciso di rispondergli perché le sue parole sono inaccettabili. 
Ho deciso di porgli una domanda a cui spero voglia rispondere. Rispondere con la stessa solerzia che lo ha portato a commentare le mie parole e spero la faccia anche nella maniera più onesta possibile per onorare il ruolo che ricopre in commissione antimafia. 
Premessa necessaria: quando si tocca il calcio e il tifo bisogna ricordare che l'Inter è vittima. I suoi giocatori e i suoi tifosi lo sono ma non la sua dirigenza che, invece, era del tutto compromessa dalla sudditanza della quale parla la sentenza di condanna emessa lo scorso dicembre nell'ambito della cosiddetta inchiesta ultrà. Sudditanza, viene scritto negli atti: sudditanza della dirigenza per gli ultrà".
"Ora come sia potuto accadere che quella dirigenza sia rimasta al suo posto è stato per me, per lungo tempo, un mistero. 
Ma la leggerezza delle valutazioni di Verini mi ha chiarito il contesto perché a inseguire fantasmi si finisce per perdere di vista la realtà della sua drammaticità. Senatore Verini le chiedo quindi, quale società i cui vertici hanno avuto contatti con soggetti pericolosissimi può consentirsi, dopo aver ammesso di non aver denunciato e dopo aver patteggiato con la giustizia sportiva, a quale dirigenza viene permesso di lasciare vertici al loro posto? Questa inerzia ha determinato due effetti gravissimi: da un lato non si capisce come si possa dire a un povero cristo, esempio un piccolo imprenditore privo di ogni tutela da parte dello stato di denunciare le organizzazioni criminali se poi si stendono tappeti rossi a chi non ha fatto, potendolo, niente. 
A chi potendo ottenere protezione, sostegno, invece è stato zitto. Zitto, senza denunciare, senza muovere un passo. 
Dall'altro lato, questo maldestro mettere la polvere sotto il tappeto ha del tutto distrutto l'immagine del calcio italiano e quindi sponsor che in altre leghe se la sarebbero data a gambe levate al cospetto di una situazione tanto grave continuano a foraggiare le azioni di una dirigenza completamente compromessa...".
"Non è mica un caso che le milizie libiche e le loro squadre di riferimento vengano a giocarsi i playoff del loro campionato in Italia. 
Questa è l'attuale attrattività del nostro calcio, incapace di riformarsi per darsi una nuova dignità. 
Questa è l'Italia oggi, un Paese stanco della lotta alla coltura mafiosa e le sue parole ne sono la dimostrazione, poiché anche attraverso il calcio abbiamo finito per sdoganare la presenza mafiosa nel nostro paese. Non era solo un cartellino senatore Verini, ma un intero campionato falsato nei suoi presupposti etici e che, fin quando quella dirigenza rimarrà al suo posto, la dirigenza dell'Inter, non recupererà mai la dignità essenziale per costruire un esempio virtuoso per la società nel suo complesso e in special per i cittadini di domani, per i ragazzini che hanno eletto il calcio come sport del cuore. 'La pelota no se mancha' disse un uomo, un grande sportivo che ha pagato a caro prezzo tutti i suoi errori. 
Errori di cui si è sempre sentito responsabile e che ha sempre ammesso senza mai schermarsi dietro il suo talento. E comunque senatore Verini, se può, risponda a ciò che ho detto". 

16 feb 2026

Eravamo quattro amici al bar … di Paternò


"Rubare in casa di chi ruba non è poi così grave... Siamo sempre in credito". Ignazio La Russa si esprime così, ai microfoni di Telelombardia, sul 'caso Bastoni' che ha condizionato Inter-Juventus. Il difensore nerazzurro con una chiara simulazione ha determinato l'espulsione del bianconero Kalulu: Juve in 10 per oltre un tempo e vittoria dell'Inter per 3-2.  "Dopo l'1-1 abbiamo preso 2 pali e in 11 contro 11 avremmo vinto con 3 gol di scarto, è la mia impressione. Avremmo vinto sicuramente, secondo me. Se bisogna incentrare tutto su un episodio, siamo sempre in credito. Ci siamo sentiti derubati dalla Juve troppe volte", dice il presidente del Senato, noto tifoso nerazzurro. "Se per una volta fosse vero che abbiamo rubato un'espulsione, rubare in casa di chi ruba non è poi così grave... Siamo sempre in credito, è il tifoso che parla: spero che gli avversari se la prendano col sorriso. Se si sentano derubati, sappiano che vincere così ci fa doppio piacere", dice La Russa. Si parla anche di calciopoli: "Lo scudetto all'Inter fu dato perché la Juve rubava. L'Inter fu tranquillamente giudicata estranea. La Juve fu giudicata, aveva conquistato lo scudetto rubando e fu tolto. Potevano non darlo a nessuno", dice La Russa. Nel 2006 lo scudetto è stato revocato alla Juventus, retrocessa in Serie B. L'Inter non è stata oggetto dei procedimenti del 2006: la società nerazzurra è stata prescritta anni dopo. "L'Inter non è la nuova Juve, che aveva contatti diretti con arbitri e guardalinee. Quel tempo è finito".
Eravamo quattro amici al bar … di Paternò
Virgillito Michelangelo, Ligresti Salvatore, La Russa Antonino e Sindona Michele (nato a Patti, 100 km più in là, ma parte attivadella storia).
La storia iniziò nel ventennio fascista (1922-1943) a Paternò, paese in provincia di Catania, dove il signor Rosario La Russa era il podestà e il signor Antonino La Russa il segretario del partito fascista.